Disturbi del pavimento pelvico: una diagnosi lunga e difficile

Disturbi e patologie legate al pavimento pelvico sono spesso la vera causa di disturbi frequenti e diffusi come cistiti ricorrenti, dispareunia, lombosciatalgia, incontinenza, deficit erettili.

pavimento pelvico eserciziEppure la diagnosi è ancora difficile (in media 5 anni) e bisogna ricorrere allavisita di diversi specialisti (in media 8 anni) prima di ottenere la diagnosi definitiva di una disfunzione pelvi-perineale. Lo dimostra una ricerca del Centro Medico di Neurofisiologia e Biomeccanica applicata alle patologie pelvi-perineali di Milano, elaborata su un campione di oltre 500 pazienti tra 18 e 89 anni dal 2008 a oggi.
”In molti casi – spiega Silvia Malaguti, neurologa-neurofisiologa e direttore del Centro – la difficoltà nel diagnosticare rapidamente il disturbo  è legata alla complessa anatomia dell’area, un labirinto di muscoli, nervi e ossa con una funzione di protezione e di sostegno per vescica, intestino e organi sessuali. In una percentuale elevatissima di casi il dolore è legato all’interessamento del nervo pudendo che è il ‘regista’ delle funzioni pelvi-perineali e, molto spesso, il ritardo nella diagnosi di queste patologie deriva dalla scarsa conoscenza dell’innervazione di questa zona e dalla mancanza di un approccio interdisciplinare”.

La causa principale sono i traumi (38%) subiti anche prima della comparsa del dolore. Seguono poi  gli interventi chirurgici (27%), posture o abitudini sbagliate che danneggiano le strutture osteoarticolari (2%);nel 15% dei casi  le cause sono congenite.
”Anche una banale caduta sull’osso sacro, una frattura al piede e una deambulazione scorretta – spiega Jacques Lamarche, osteopata ed esperto in Biomeccanica clinica – possono influenzare la postura con conseguenze che si riflettono sulla mobilità di schiena, bacino, anca, e gambe.
Questo perché il corpo cerca di adattarsi e proteggersi dal dolore. Ci  sono poi le posture lavorative: si passa troppo tempo seduti, seduti male e su sedute precarie o inadatte”.

Ma molto spesso le cause biomeccaniche e posturali si intrecciano con quelle neurologiche: è necessario pertanto un approccio integrato. ”La medicina è ancora poco preparata a coniugare questi due aspetti – afferma Malaguti – e a isolare così la causa che ha scatenato il problema. L’obiettivo deve essere quello di studiare l’approccio migliore in ogni situazione, per consolidare i benefici nel tempo, evitando l’uso scorretto dei farmaci e il ricorso alla chirurgia, dalla quale, è bene ricordarlo, non si può tornare indietro”.

L’allenamento della muscolatura perineale, con alcuni semplici esercizi (li abbiamo illustrati in questo articolo),  rappresenta un’ottima strategia per combattere e prevenire questi disturbi  e per prendere coscienza di questo complesso sistema di muscoli che sostiene tutti gli organi addominali.

Un momento importante per ricorrere a questi esercizi è sicuramente il post-partum:

Spiega la dottoressa Roberta Testa,specialista in ostetricia e ginecologia a Milano: “Durante il parto, il passaggio della testa del bambino attraverso il canale vaginale provoca uno stiramento muscolare, che, se non trattato, può comportare dei rischi, sia nel breve sia nel lungo termine: nell’immediato, una certa difficoltà nella ripresa dei rapporti sessuali; col tempo, soprattutto dopo la menopausa, un prolasso uterino e/o della vescica e problemi di incontinenza quando si tossisce, si starnutisce oppure si fa uno sforzo intenso.”

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