Disturbi del pavimento pelvico: una diagnosi lunga e difficile

Con la consulenza della d.ssa Silvia Malaguti*, dr. Jacques Lamarche** e la d.ssa Roberta Testa***

Disturbi e patologie legate al pavimento pelvico sono spesso la vera causa di altri disturbi frequenti e diffusi come cistiti ricorrenti, dispareunia, lombosciatalgia, incontinenza, deficit erettili.

pavimento pelvico eserciziEppure la diagnosi dei disturbi del pavimento pelvico è ancora difficile (in media 5 anni) e bisogna ricorrere allavisita di diversi specialisti (in media 8 anni) prima di ottenere la diagnosi definitiva di una disfunzione pelvi-perineale. Lo dimostra una ricerca del Centro Medico di Neurofisiologia e Biomeccanica applicata alle patologie pelvi-perineali di Milano, elaborata su un campione di oltre 500 pazienti tra 18 e 89 anni dal 2008 a oggi.

 

Perché la diagnosi è così difficile?

”In molti casi – spiega la d.ssa Silvia Malaguti, neurologa-neurofisiologa e direttore del Centro – la difficoltà nel diagnosticare rapidamente il disturbo  è legata alla complessa anatomia dell’area del pavimento pelvico (perineo), un labirinto di muscoli, nervi e ossa con una funzione di protezione e di sostegno per vescica, intestino e organi sessuali. In una percentuale elevatissima di casi il dolore pelvico è legato all’interessamento del nervo pudendo che è il ‘regista’ delle funzioni pelvi-perineali e, molto spesso, il ritardo nella diagnosi di queste patologie deriva dalla scarsa conoscenza dell’innervazione di questa zona e dalla mancanza di un approccio interdisciplinare”.

 

Quali sono le possibili cause?

La causa principale del dolore pelvico sono i traumi (38%) subiti anche prima della comparsa del dolore. Seguono poi  gli interventi chirurgici (27%), posture o abitudini sbagliate che danneggiano le strutture osteoarticolari (2%);nel 15% dei casi  le cause sono congenite.
”Anche una banale caduta sull’osso sacro, una frattura al piede e una deambulazione scorretta – spiega Jacques Lamarche, osteopata ed esperto in Biomeccanica clinica – possono influenzare la postura con conseguenze che si riflettono sulla mobilità di schiena, bacino, anca, e gambe.
Questo perché il corpo cerca di adattarsi e proteggersi dal dolore. Ci  sono poi le posture lavorative: si passa troppo tempo seduti, seduti male e su sedute precarie o inadatte”.

Ma molto spesso le cause biomeccaniche e posturali si intrecciano con quelle neurologiche: è necessario pertanto un approccio integrato. ”La medicina è ancora poco preparata a coniugare questi due aspetti – afferma Malaguti – e a isolare così la causa che ha scatenato il problema. L’obiettivo deve essere quello di studiare l’approccio migliore in ogni situazione, per consolidare i benefici nel tempo, evitando l’uso scorretto dei farmaci e il ricorso alla chirurgia, dalla quale, è bene ricordarlo, non si può tornare indietro”.

 

Gli esercizi per allenare il pavimento pelvico

L’allenamento della muscolatura perineale, con alcuni semplici esercizi, rappresenta un’ottima strategia per combattere e prevenire questi disturbi e per prendere coscienza di questo complesso sistema di muscoli che sostiene tutti gli organi addominali.

Un momento importante per la donna per ricorrere a questi esercizi è sicuramente il post-partum.

Spiega la d.ssa Roberta Testa, specialista in ostetricia e ginecologia a Milano: “Durante il parto, il passaggio della testa del bambino attraverso il canale vaginale provoca uno stiramento muscolare, che, se non trattato, può comportare dei rischi, sia nel breve sia nel lungo termine: nell’immediato, una certa difficoltà nella ripresa dei rapporti sessuali; nel tempo, soprattutto dopo la menopausa, un prolasso uterino e/o della vescica e problemi di incontinenza urinaria quando si tossisce, si starnutisce oppure si fa uno sforzo intenso.”

 

 

 

*La d.ssa Silvia Malaguti è Neurologa Specialista in Neurofisiologa ed esperta in Neuromodulazione sacrale e direttore del Centro Medico di Neurofisiologia e Biomeccanica applicata alle patologie pelvi-perineali di Milano.
Ha collaborato a progetti di ricerca con il St. Mark Hospital e il National Hospital for Neurology and Neurosurgery (NHNN) Queen Square di Londra, il Policlinico Gemelli di Roma, Ospedale Universitario di Ginevra ed Aix en Provence.
Attualmente è visiting consultant come specialista del Pain Management a Londra, Dubai, Colombo e Gold Coast (Australia).
Ha pubblicato oltre 150 studi scientifici sulle più importanti riviste nel campo della neurofisiologia, della neurologia e della neurourologia.
Ha fondato con Jacques Lamarche, il Metodo Malaguti Lamarche che dal 2007 applica con risultati eccellenti nel campo della diagnosi e terapia del dolore e delle disfunzioni pelviche e perineali.

 

** Il dr. Jacques Lamarche, nato a Marsiglia, è osteopata da oltre quaranta anni (oggi consulente e co-fondatore dello studio Malaguti Lamarche con sede a Milano ) ed esperto in Biomeccanica clinica. Èspecializzato nella ricerca e nel trattamento delle malattie pelvico-perineali, del dolore cronico.
Un settore su cui si fa molta confusione e su cui ruota eccessiva disinformazione. Le cure “fai da te”, la ricerca superficiale in rete, le estenuanti e disordinate consultazioni mediche prima di finire nelle “mani” più esperte, portano a compiere passi lenti e sbagliati.
“La medicina moderna ha perduto il contatto con il corpo e dimentica di avere gli strumenti per ascoltarlo” afferma Lamarche.
Ha fondato insieme alla Dott.ssa Silvia Malaguti, un metodo originale per una vera medicina integrativa che non è una semplice sovrapposizione nell’arsenale terapeutico di trattamenti complementari o paralleli. Visitiamo insieme. Di fronte non abbiamo solo raggi, ecografie, risultati di esami. Ma esseri umani nella loro complessa e affascinante totalità.

 

*** La dott.ssa Roberta Testa è specialista in ostetricia e ginecologia a Milano.

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