Disturbo affettivo stagionale: quando l’inverno ci deprime

Vi è mai capitato, guardando fuori dalla finestra la pioggia che scende o il grigio scuro di un tipico cielo d’autunno o d’inverno, di sentirvi come un po’ tristi, malinconici o svogliati? Probabilmente sì, e avrete associato questi stati d’umore al cambio di stagione e ai suoi effetti sull’organismo, al pensiero dell’estate ormai “volata” con le sue belle e lunghe giornate piene di sole o al vostro essere un po’ meteoropatici. In effetti è così e se questi cambi d’umore si manifestano solo di tanto in tanto non c’è nulla di cui preoccuparsi.

 

Disturbo affettivo stagionale: quando l'inverno ci deprimeTuttavia, se irritabilità, ansia, depressione, stanchezza eccessiva, mal di testa, pigrizia, malinconia, ipersonnia – ovvero la necessità e il desiderio di dormire più del solito -, voglia di mangiare di più (specialmente dolci) e conseguente aumento di peso o difficoltà di concentrazione vi accompagnano costantemente per gran parte dei mesi autunnali ed invernali allora c’è davvero qualcosa che non va e potreste soffrire di Disordine Affettivo Stagionale (SAD – Seasonal Affective Disorder): una vera e propria patologia che si verifica sempre nello stesso periodo dell’anno e che può durare anche diversi anni.

 

Quali sono i sintomi …
Tra i sintomi sopra elencati ne troviamo alcuni comuni ad alcune forme di depressione tradizionale, ma la particolare combinazione di letargia, ansia, irritabilità e cambiamenti delle abitudini alimentari con cui la persona tenta di fronteggiare il cambio di stagione rappresenta invece una caratteristica specifica e tipica della SAD.
I sintomi di tale patologia si manifestano normalmente con l’inizio della stagione invernale progredendo pian piano sempre di più, per poi andare scemando durante i giorni più luminosi della primavera e soprattutto dell’estate.

 

… e le cause?
La causa specifica di questo disturbo – ancora sottovalutato nonostante sia tanto diffuso da colpire almeno tre milioni e mezzo di italiani, soprattutto donne tra i 20 e i 40 anni – è ancora sconosciuta.
Fino a oggi le ipotesi che potrebbero causarlo derivavano da alcuni fattori specifici: un inceppamento dell’orologio biologico (ritmo circadiano) che controlla e regola i ritmi di sonno-veglia dato da una ridotta quantità di ore di luce; un disequilibrio dei livelli di melatonina, un ormone naturale che si produce soprattutto di notte durante il sonno e che svolge anch’esso un ruolo nel ritmo del sonno e dell’umore; oppure un abbassamento dei livelli di serotonina, il cosiddetto ormone del buonumore, causato anch’esso dal calo della luce solare.
E proprio in considerazione di quest’ultima ipotesi uno studio, condotto all’Università di Copenhagen e presentato all’European College of Neuropsychopharmacology di Berlino da Brenda Mc Mahon, sembra aver dimostrato per la prima volta che nelle persone affette da sindrome affettiva stagionale i livelli di una particolare proteina, il trasportatore della serotonina SERT, sono più elevati in inverno (+ 5%) che in estate.
Durante lo studio 11 persone affette da SAD e 23 non affette sono state sottoposte all’esame medico PET per analizzare cosa accadesse nel loro cervello; scoprendo, nel caso di sindrome affettiva stagionale, che i livelli di SERT aumentano durante l’inverno.
“Il trasportatore della serotonina riporta la serotonina nelle cellule nervose, dove non è attivo perciò tanto più è elevata l’attività di SERT tanto più è ridotta l’attività della serotonina”, ha spiegato Mc Mahon.

“Crediamo di aver trovato la manopola girata dal cervello quando deve regolare i livelli di serotonina in risposta al cambiamento di stagione – ha continuato la Mc Mahon -. La luce del sole mantiene naturalmente questi livelli bassi, ma quando durante l’autunno le ore di buio aumentano i livelli di SERT aumentano, portando ad una diminuzione dei livelli di serotonina attiva. In coloro che non soffrono di sindrome affettiva stagionale l’attività di SERT non aumenta, quindi i loro livelli di serotonina attiva restano alti durante tutto l’inverno”.
Proprio per tale motivo tra gli antidepressivi, che insieme alla fototerapia risultano al momento tra i pochi rimedi efficaci, sono incluse anche molecole in grado di inibire il fenomeno promosso da SERT.

“Fluttuazioni di SERT – ha commentato il professor Siegfried Kasper – associate alla SAD sono già state riscontrate in studi precedenti, ma questo è il primo che analizza le differenze tra l’estate e l’inverno”. Nonostante il campione sia ristretto, i risultati positivi di questo studio invitano a realizzare nuove ricerche per conoscere meglio come la quantità di luce possa modulare i livelli di serotonina. Alcuni studi sono in corso.
Nel frattempo, come consigliano gli esperti, seguire una dieta equilibrata, ridurre la caffeina e fare attività fisica aiuta molto; così come aiuta passare quanto più tempo possibile all’aperto: la luce solare è sempre maggiore che al chiuso, anche se è nuvoloso.

 

 

A cura di: Simona Forti (2014)
Revisione e aggiornamento a cura della Redazione ED – 26 dicembre 2018

 

 

References

– Mc Mahon B, Andersen SB, et al – Seasonal difference in brain serotonin transporter binding predicts symptom severity in patients with seasonal affective disorder. Brain 2016 May;139(Pt 5):1605-14

Researchers confirm the biochemical cause of seasonal depression (SAD)

– Kurlansik SL et al – Seasonal affective disorder. Am Fam Physician 2012 Dec 1;86(11):1037-41

– Sandman N et al – Winter is coming: nightmares and sleep problems during seasonal affective disorderAm Fam Physician 2012 Dec 1;86(11):1037-41

 

– Di Salvo S – Il disturbo affettivo-stagionale. Associazione per la Ricerca sulla Depressione

 

 

 

 

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