Disturbo bipolare e creatività: c’è un legame?

Il disturbo bipolare, o malattia maniaco-depressiva, è uno stato di alterazione dell’umore caratterizzato da un’alternanza di stati di eccitazione e iperattività a fasi di depressione; il disturbo bipolare è stato spesso collegato alla creatività ma se è vero che fra le persone creative la bipolarità è frequente, non è detto che chi soffre di disturbo bipolare debba essere creativo. Studi americani affermano che fra chi esercita professioni che implicano creatività, la percentuale di bipolari supera l’8%, mentre nel resto della popolazione la percentuale si ferma all’1%.
La Clinical Psychological Review ha pubblicato un articolo di revisione di Greg Murray e Sheri Johnson in cui si afferma che il legame fra bipolarità e creatività esiste ma deve essere ancora confermato da studi epidemiologici e che non è lineare, perché la creatività sembra non esprimersi nelle persone che soffrono di forme maniacali più gravi ma solo in chi ne soffre nelle forme più leggere. Per Murray e Johnson l’atteggiamento di apertura verso le nuove idee e le nuove esperienze sarebbe fondamentale per lo sviluppo della creatività così come l’atteggiamento estroverso, caratteristico degli artisti come gli attori o i musicisti, che si esprimono attraverso contratti con il pubblico.
La spiegazione neurobiologica della creatività potrebbe essere nella dopamina , uno dei principali neuromediatori implicati nella regolazione dell’umore, ed è l’alterazione della sua funzionalità a provocare i disturbi dell’umore; questo neurotrasmettitore potrebbe essere all’origine della creatività per la velocità con cui riesce a generare associazioni e immagini mentali. Kay R. Jamison, professoressa di Psichiatria alla Johns Hopkins University School di Baltimora, sarà fra i protagonisti della settima Conferenza mondiale The Future of the Science – Mind: the Essence of Humanity che si terrà a Venezia dal 18 al 20 settembre; già sofferente di disturbo bipolare, è autrice del libro Touched by the Fire (edito in Italia da Tea con il titolo Toccato dal fuoco) in cui svela i rapporti fra follia e genio creativo, valendosi delle sue conoscenze di neuroscienze, genetica e farmacologia e anche grazie al suo lavoro di ricerca nella vita e negli scritti di persone geniali come Ernest Hemingway, Vincent van Gogh e Virginia Woolf. Con i suoi scritti e le sue interviste e dichiarazioni Jamison intende elevare il livello di consapevolezza sociale e spingere i malati ad affrontare i propri disturbi; spiega Jamison: «Sono decenni, o veramente secoli, che l’umore elevato è stato messo in relazione, in qualche modo e in certe circostanze, alla creatività. Così è in realtà anche per altri aspetti, come il temperamento, il dono dell’immaginazione, la capacità di riflettere e di imparare dalle avversità. Poi la depressione può facilitare la riflessione, almeno fino a un certo punto».

 

Fonte: Sanità News, 11 settembre 2011

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