Dormire poco aumenta il rischio di insulino resistenza

dormire poco aumenta insulinoresistenza - EsseredonnaonlineIl sonno, si sa, è uno dei principali alleati della salute, specialmente nelle donne.
Un corretto riposo notturno, di qualità̀, ad esempio regola il ciclo, stabilizza l’umore e aiuta il cervello a sincronizzare al meglio bioritmi essenziali per la salute come la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e la temperatura corporea.

Ma quante sono le persone che riescono effettivamente a dormire almeno 8-9 ore a notte dando al proprio corpo il giusto riposo? Davvero molto poche. Spinti spesso dalla voglia di rimanere davanti al computer o alla televisione anche se molto stanchi, o magari afflitti da stress o preoccupazioni che non ci fanno prendere sonno, tendiamo purtroppo a dormire una media di sole 4-5 ore a notte.

Ma non dormire a sufficienza non incide solo sul nostro umore facendoci sentire stanchi e irritabili o sulla nostra bellezza facendoci apparire spenti e più “invecchiati”. Dormire poco nuoce anche alla capacità delle cellule adipose di rispondere all’insulina in modo efficiente. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica “Annals of Internal Medicine”.

Lo studio ha coinvolto sette giovani in buona salute con una età media di 24 anni che hanno trascorso un totale di 8 giorni e notti in un laboratorio del sonno. È stata data loro la possibilità̀ di dormire normalmente per quattro notti, mentre per le restanti quattro sono stati costrettii a dormire solo 4,5 ore. Al fine di neutralizzare gli effetti dell’appetito o rischiare di mangiare troppo, i ricercatori hanno strettamente controllato i pasti e l’apporto calorico dei partecipanti.

Dopo le quattro notti di privazione del sonno, gli esami del sangue hanno rivelato che la sensibilità̀ all’insulina, l’ormone che regola i livelli di glucosio nel sangue, era calata del 16% rispetto al normale.
“Questo per il metabolismo è molto grave, corrisponde ad un invecchiamento di circa 10-20 anni” spiega Matthew Brady co-autore dello studio e professore associato di medicina presso l’Università di Chicago.
La richiesta dell’insulina da parte delle cellule adipose dei partecipanti è stata tre volte maggiore rispetto alla norma, tanto da attivare un enzima noto come Akt che svolge un ruolo cruciale nella regolazione di zucchero nel sangue.

Se la resistenza all’insulina di questo tipo diventa persistente, un eccesso di zucchero e colesterolo possono accumularsi nel sangue aumentando il rischio di diabete e malattie cardiache.  L’insulino-resistenza, infatti, può essere spesso il precursore del diabete mellito di tipo 2.
Matthew Brady e i ricercatori non sono sicuri però di come le cellule adipose esattamente riconoscono e registrano la privazione del sonno. Una possibilità, dicono, è che la mancanza di sonno innesca una risposta del corpo allo stress rilasciando due ormoni: il cortisolo e la noradrenalina che sono strettamente associati all’insulino-resistenza.
I ricercatori stanno ora pianificando studi simili futuri per vedere se l’allungamento delle ore di sonno negli obesi di mezza età può migliorare l’attività delle cellule adipose; la buona notizia in ogni caso è che il trattamento per il tipo di insulino-resistenza osservato nello studio è molto semplice: dormire di più.

Fonte: CNN 16/10/2012

A cura di Simona Forti

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