Farmaci e informazione: ora su internet con App Automedicazione

È stata presentata una nuova applicazione che consente di ricercare sui telefonini multimediali i sintomi dei malanni, non gravi, più diffusi e di conoscere quali sono i farmaci indicati per curarli; le avvertenze che accompagnano l’applicazione garantiscono sicurezza. L’App sull’automedicazione, scaricabile gratuitamente, è nata dalla collaborazione fra l’Unione Nazionale Consumatori e l’Anifa (Associazione dei Nazionale dell’Industria Farmaceutica dell’A utomedicazione).

Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Consumatori spiega: «La salute è uno di quegli argomenti sui quali i consumatori vogliono esercitare autonomia di scelta e responsabilità decisionale, approfittando delle informazioni presenti su internet, a condizione che siano affidabili. Per questo motivo è nata la collaborazione tra la nostra Unione e Anifa per la realizzazione di questa App». Il presidente di Anifa, Stefano Brovelli, osserva: «Come rappresentante delle imprese del settore credo che questa App rappresenti un esempio concreto di quella che, a nostro modo di vedere, deve essere la strada per affrontare correttamente la sfida che internet pone al tema della salute: occorre favorire e sostenere quelle iniziative di informazione che esplicitano e rendono chiara e trasparente la propria fonte. Il nostro obbiettivo è di avvicinare il consumatore all’uso di questi farmaci, che si possono acquistare senza ricetta, e che sono indicati per il trattamento di sintomi lievi o passeggeri, e che sono contraddistinti da un ‘bollino rosso’ sulla confezione. Dobbiamo continuare a lavorare in questo senso per dare ai cittadini un numero sempre maggiore di informazioni su questi prodotti. Sono 8,5 milioni gli Italiani che si rivolgono alla rete in cerca di informazioni sulla salute, dai disturbi ai farmaci, agli ospedali e ai medici; 3,5 milioni circa di questi, il 40%, cerca in particolare informazioni su disturbi e malattie e sulle possibilità di cura e sui farmaci. Nel 54% dei casi le informazioni sono utilizzate per discuterne con il proprio medico e nel 17% per decidere da soli quale farmaco acquistare; seppure con qualche riserva, c’è una discreta fiducia nel mezzo internet, che è ritenuto un utile strumento di informazione e non bisogna sottovalutare il fatto che il consumatore-paziente diventa sempre più autonomo, attento e consapevole. È però anche vero che internet e i social network sfuggono ai tradizionali sistemi di vigilanza, per cui occorre sviluppare approcci che favoriscano la visibilità delle fonti affidabili».

 

Fonte: AdnKronos Salute, 8 febbraio 2012

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