Gravidanza e parto in Italia, i numeri del rapporto annuale

Mamme italiane, i numeri del rapporto annualeIl rapporto annuale sull’evento nascita, realizzato dal Ministero della Salute, ha tracciato il quadro delle mamme italiane di oggi: sempre più anziane, oggi fanno meno figli e 4 volte su 10 partoriscono con taglio cesareo. I dati, rilevati dal flusso informativo del Certificato di Assistenza al Parto si riferiscono a uno studio effettuato su 526 punti nascita.
Panoramica da Nord a Sud
Tra tutte le provincie di Italia, quelle autonome di Trento e Bolzano sono quelle con i più elevati livelli di fecondità, al contrario di Sardegna, Basilicata e Molise, le regioni meno prolifiche.
“Punti nascita” non sicuri
Tra i dati più preoccupanti spiccano quelli relativi ai “punti nascita” non sicuri, strutture dove si effettuano meno di 500 parti all’anno, la soglia minima secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità perché possano essere considerate “sicure”. A partorire in questi “punti nascita” sarebbe l’8,6% delle donne.
Lo studio rivela anche la panoramica sui parti cesarei: ben il 35,5%, con picchi del 53,8% in case di cura private contro il 33,1% degli ospedali pubblici.
Controlli in gravidanza: troppi, o troppo pochi?
Ciò che fa scattare l’allarme è “l’eccessiva medicalizzazione e il sovra utilizzo di prestazioni diagnostiche in gravidanza, tanto più che il numero di ecografie effettuate non appare correlato al decorso della gravidanza”.
Ogni futura mamma esegue, infatti, oltre 5 ecografie nell’arco dei 9 mesi quando il numero raccomandato dal Ministero della Salute è 3.
Vi è poi, tra le mamme italiane la cui media si avvicina sempre più ai 33 anni, uno squilibrio tra chi si controlla troppo e chi si controlla troppo poco.
Tra le più giovani (al di sotto dei 20 anni) il 3,8% non esegue alcun controllo mentre il 13,7% lo fa troppo tardi, sottoponendosi alla prima visita oltre l’11esima settimana di gestazione.

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