Gravidanza e viaggio in aereo: tutto quello che c’è da sapere per volare in sicurezza

Gravidanza e viaggio in aereo: tutto quello che c’è da sapere per volare in sicurezzaIl Royal College of Obstetricians and Gynaecologists (RCOG) non ha dubbi: in dolce attesa si può volare fino alla 37esima settimana, e fino alla 32esima se si aspettano gemelli. Se, infatti, la donna sta avendo una gravidanza priva di complicazioni, volare non è dannoso né per lei nè per il nascituro.
Tuttavia, è importante non sottovalutare alcuni effetti collaterali del viaggio in aereo e sapere come prevenirli: alcune donne incinte potrebbero provare dei fastidi in volo, come nausea, congestione nasale, problemi alle orecchie o gonfiore delle gambe; in particolare, voli molto lunghi aumentano il rischio di trombosi venosa, un coagulo di sangue che si forma nelle gambe, causato dalla seduta per un tempo prolungato, oltre le quattro ore. Come prevenire questi disturbi? Le linee guida raccomandano vestiti larghi e scarpe comode, oltre che una scorta d’acqua da bere regolarmente ogni trenta minuti, sgranchire le gambe con una piccola –s’intende! – passeggiata sull’aereo, non consumare alcool o caffeina e dotarsi di calze elastiche a compressione graduata.
“Prima di prendere un aereo, tuttavia, le donne dovrebbero pensare anche alla meta: se la destinazione prevede strutture funzionali per qualsiasi complicazione e se il viaggio potrebbe aumentare il rischio di insorgenza di problemi” ha affermato la D.ssa Mardsen, presidente del RCOG’s Patient Information Committee – “è importante consultare il medico o l’ostetrica prima di prenotare il volo” ha concluso.
Prima di salire sull’aereo, inoltre, è importante portare con sé una cartellina con tutti i documenti necessari: certificato di gravidanza e di data prevista del parto, l’assicurazione sanitaria e qualsiasi farmaco si sta assumendo.

I CASI IN CUI E’ SCONSIGLIABILE VOLARE
Le linee guida affermano che per alcune gravidanze è preferibile optare per un altro mezzo di trasporto, anche prima della 37esima settimana:

  • Se una donna ha un rischio maggiore di andare in travaglio prima della data previsa del parto;
  • In caso di grave anemia;
  • In caso di sanguinamenti vaginali recenti;
  • Se si soffre di malattie polmonari o cardiache.

Fonte: RCOG.org

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