Ictus: si previene in 9 casi su 10

Ictus: si previene in 9 casi su 10L’ictus, dal latino “colpo”, è una malattia che colpisce il cervello quando una parte di questo viene danneggiata o distrutta. Si verifica quando il flusso di sangue che arriva ai tessuti cerebrali viene interrotto per più di 24 ore o con esito fatale. Ogni anno si verificano in Italia circa 196mila casi: la prevalenza è maggiore dopo i 55 anni. La maggior parte dei casi potrebbe essere evitata combattendo i 10 fattori di rischio modificabili identificati dalla scienza. A livello mondiale si potrebbe evitare il 91% dei casi di ictus.
I 10 fattori di rischio modificabili
Ecco i 10 principali fattori da tenere sotto controllo per prevenire l’ictus (quelli non modificabili sono l’età, il sesso e la storia familiare di ictus). Lo rivela una ricerca condotta alla McMater University (Canada) in 32 Paesi e pubblicata su The Lancet.

  1. Pressione alta. È responsabile di circa il 70-80% dei casi di ictus. Se fosse eliminata a livello mondiale i casi si dimezzerebbero.
  2. Dieta sregolata. Il rischio si ridurrebbe di un quinto con un’alimentazione sana.
  3. Sedentarietà. Secondo l’American Heart Association, basta camminare a passo sostenuto (almeno 5 chilometri all’ora) per almeno due ore a settimana per ridurre il rischio del 36%.
  4. Obesità. Mangiando meglio e muovendosi di più, si tiene alla larga anche l’obesità. I casi di ictus sarebbero ridotti del 18,6%.
  5. Smog. Secondo uno studio della Auckland University, circa un terzo dei casi di ictus è associato alla cattiva qualità dell’aria.
  6. Fumo. Dicendo basta alla sigarette, il rischio si abbassa del 12%.
  7. Fattori cardiovascolari. Proteggendo il cuore, si previene parallelamente il rischio di ictus del 9%.
  8. Abuso di alcolici. Rischi ridotti del 6% di ictus se non si superano le dosi raccomandate.
  9. Stress. E’ responsabile del 6% dei casi di ictus.
  10. Diabete. E’ responsabile del 4% dei casi di ictus.

Che cosa si può fare: le regole della prevenzione
Controllare la pressione, fare movimento, limitare il consumo di sale e cibi salati, contenere il consumo di carne rossa, formaggi stagionati, salumi, uova. Per condire le pietanze usare i prodotti alternativi al cloruro di sodio e sfruttare spezie e aromi. A tavola ridurre i grassi, abbondare di frutta e verdura, condire con olio extravergine d’oliva crudo, aumentare il consumo di pesce, soprattutto azzurro (alici, sardine, sgombri) che non contiene grassi saturi ma grassi polinsaturi, necessari per il buon funzionamento delle cellule.
A cura di Roberta Camisasca
Fonte: The Lancet
 

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