Il ciclo mestruale influenza acquisti e consumi

17 luglio 2012

shopping e ciclo mestrualeSe dolori, sbalzi d’umore, abbuffate di gelato sono le prime cose che vi vengono in mente quando si parla di ciclo mestruale, ripensateci: uno studio della Concordia University di Montreal dà un nuovo significato agli sbalzi ormonali legati al ciclo.

Uno studio condotto da Gad Saad, docente di Marketing presso la Scuola John Molson e titolare di cattedra in Scienze Evolutive Comportamentali presso la Concordia University Research, ha messo in evidenza come gli sbalzi ormonali durante il ciclo mestruale influenzino il desiderio di acquisto e di utilizzo di prodotti di consumo da parte delle donne.

“Il nostro obiettivo – dice Gad Saad – era quello di studiare come il ciclo mestruale possa impattare sul suo desiderio di consumo, di utilizzo di prodotti e sull’acquisto di cibo, vestiti o cosmetici”. La ricerca ha visto coinvolte 59 donne che, per un periodo di 35 giorni, hanno tenuto un diario quotidiano in cui raccoglievano indicazioni circa il consumo di cibi calorici, gli acquisti, le scelte nell’abbigliamento e il tempo trascorso a farsi belle o a prendere il sole.

Dai risultati è emerso uno spiccato aumento di comportamenti correlati all’apparenza fisica (ad esempio, all’acquisto di abiti) durante la fase fertile del ciclo mestruale. Ma alla base di questi comportamenti, secondo la teoria di Saad che indaga sulle radici biologiche ed evolutive del comportamento dei consumatori, ci sono delle motivazioni Darwiniane. “Sin dai tempi antichi, le donne hanno dovuto dedicare più tempo alle attività relative all’accoppiamento soprattutto durante la fase fertile del ciclo mestruale, quando la possibilità di concepimento è maggiore. Quegli stessi meccanismi psicologici e fisiologici ora portano le donne a dedicarsi maggiormente all’acquisto e consumo di prodotti relativi alla bellezza proprio in questa fase del ciclo.”

Diversamente, un elevato consumo di cibi calorici, avviene durante la fase luteale del ciclo mestruale, quando la donna non è impegnata in attività connesse all’accoppiamento.

“Questi comportamenti – continua Saad – avvengono senza consapevolezza da parte della donna. La nostra ricerca aiuta a evidenziare quando le donne siano più vulnerabili a soccombere a tali tentazioni. Un risultato possibile potrebbe essere lo sviluppo di un’applicazione per smartphone che aiuti le donne a tenere traccia delle spese quotidiane e che notifichi il giorno del ciclo mestruale per evitare di fare ulteriori acquisti! Questo porterebbe le donne ad avere una maggiore consapevolezza di come la biologia possa influenzare i comportamenti, ma anche ad avere un portafogli meno vuoto.”

A cura di:  Simona Forti

Fonte: Phys.org   13 luglio 2012

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