Il ritmo circadiano svela quando il corpo è più vulnerabile alle malattie

Il ritmo circadiano svela quando il corpo è più vulnerabile alle malattieÈ il ritmo circadiano, di circa 24 ore, ad avere influenza su gran parte dei sistemi del corpo umano: dalla circolazione sanguigna, al sistema cognitivo, al metabolismo, la memoria e persino l’umore; gioca un ruolo importante nel determinare quanto siamo più vulnerabili a malattie e patologie di diverso tipo. Ad esempio, l’infarto si verifica più spesso al mattino, gli attacchi epilettici nel tardo pomeriggio e l’asma predilige la sera dopo le 11 per manifestarsi.
Lo studio di questo “orologio interno” si chiama cronobiologia e ha svelato che ciascuno di noi possiede dei geni specifici, che prendono il nome di Clock, Period and Cryptochrome, i quali contribuiscono a mantenere i nostri sistemi biologici in sincronia con luce e tenebre. L’alba e il tramonto sono considerati orari di punta per cambiamenti chimici. Ad esempio, un gruppo di neuroni presente nell’ipotalamo, chiamato nucleo soprachiasmatico o SCN, di notte richiede alla ghiandola pineale di rilasciare la melatonina, l’ormone che facilita il sonno.
Altre modifiche chimiche riducono la temperatura corporea, la pressione sanguigna e della frequenza cardiaca, che si abbassano durante la notte.
Una serie di studi condotti da diverse università evidenzia come avere ritmi circadiani irregolari possa, ad esempio, aumentare il rischio di deficit cognitivo e/o depressione negli anziani o sviluppare una maggiore incidenza di malattie cardiache, obesità, ipertensione, ictus o altri disturbi cognitivi o cardiocircolatori negli adulti.
Lo studio di questi bioritmi sta portando medici e ricercatori a comprendere quali possano essere anche i periodi migliori per assumere alcuni farmaci o affrontare determinate patologie e sviluppare nuove strategie terapeutiche come ad esempio la regolazione dell’esposizione alla luce in caso di trattamento del sonno.
Molto spesso le persone interrompono il ciclo circadiano durante i viaggi in aereo, osservando orari di lavoro irregolari, guardando la TV o rimanendo davanti a computer, smartphone o tablet fino a notte fonda, andando a dormire molto tardi almeno un paio di giorni a settimana e sviluppando così, quello che gli esperti chiamano “jet lag sociale”.
Tutti elementi che incidono sulla salute aumentando il rischio di patologie metaboliche o cardiovascolari.
“Se si va a dormire molto tardi ad esempio il venerdì, il sabato e la domenica, quando poi il lunedì mattina ci si alza presto per andare a lavoro, si sta agendo in maniera errata sul ritmo circadiano, risvegliandolo molto prima del tempo necessario con il rischio di avere conseguenze anche nei giorni a seguire”, afferma il Dr Scheer direttore del programma di cronobiologia del Brigham and Women Hospital di Boston. Studi condotti dall’università di Monaco, ad esempio, hanno dimostrato come una differenza sostanziale di sonno tra i giorni feriali e i fine settimana, aumenti la probabilità di diventare obesi.
Molte persone affette da depressione, disturbi bipolari o altri problemi di salute mentale avevano interrotto i ritmi circadiani allungandoli a più di 24 ore; il sonno diventa prima così più breve e sempre più frammentato aumentando anche il rischio di deficit cognitivo e mortalità.
Gli stessi problemi sono ancor più evidenti nelle persone malate di Alzheimer: il loro sonno, la temperatura corporea interna e gli altri bioritmi infatti non seguono uno schema preciso e prevedibile; questo provoca una maggiore inquietudine, irritabilità e confusione mentale.
Anche se si stanno esplorando nuovi campi di azione e trattamento, come ad esempio la crenoterapia, la terapia della luce o l’assunzione combinata di alcuni farmaci che possono aiutare a ripristinare il ritmo circadiano, il consiglio degli esperti è di andare a letto, alzarsi e mangiare sempre allo stesso orario tutti i giorni, in modo da godere di molte ore di luce al mattino, piuttosto che durante le ore notturne: ne gioveranno la salute fisica e l’umore.
A cura di Simona Forti
Fonte: Foxnews

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