Istat: la misura del benessere per gli Italiani

Cnel e Istat hanno avviato (come avviene, fra gli altri, in Germania, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Messico) la costituzione di un ‘Gruppo di indirizzo sulla misura del progresso della società italiana’ per sviluppare una definizione condivisa del progresso e del benessere della società italiana e ‘superare’ il Pil (indicatore dell’attività economica) aggiungendo ai parametri economici quelli sociali e ambientali, con misure di disuguaglianza e sostenibilità (‘benessere equo e sostenibile’). Antonio Marzano, presidente del Cnel, ed Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, hanno presentato le dimensioni del benessere che sono state suddivise in 12 àmbiti, o domìni, di maggiore rilievo: Ambiente, Salute, Benessere economico, Istruzione e formazione, Lavoro e conciliazione dei tempi di vita, Relazioni sociali, Sicurezza, Benessere soggettivo, Paesaggio e patrimonio culturale, Ricerca e innovazione, Qualità dei servizi, Politica e istituzioni. Tutti i cittadini sono invitati a esprimere la loro opinione sul sito www.misuredelbenessere.it, creato per raccogliere contributi sulla natura e sull’importanza delle dimensioni del benessere; sul sito è possibile rispondere alle domande di un questionario sulle 12 dimensioni del benessere proposte, e collaborare a un blog per approfondire la problematica delle misure del benessere. L’Istat ha recentemente posto a un campione di 45mila cittadini italiani una serie di domande sull’importanza che attribuiscono alle 15 condizioni che corrispondono ad altrettante dimensioni del benessere, assegnando punteggi da zero a dieci; per i cittadini la scelta è stata difficile, infatti i giudizi sono stati omogenei fra le persone diverse per età, sesso e luogo di residenza, e i punteggi hanno segnato differenze minime. L’essere in buona salute è la condizione che il 79,9% degli Italiani di oltre 14 anni di età ritiene più importante, assegnandole dieci come punteggio; segue la possibilità di dare un futuro ai figli, assicurando loro un benessere pari a quello attuale, con un punteggio medio di 9,3 e il 66,1% di dieci; un lavoro dignitoso ha ottenuto un voto medio di 9,2 e un reddito adeguato il 9,1 (con, rispettivamente, il 59,5% e il 56% di dieci); 8,9 è stato il voto medio ottenuto dalla preoccupazione per l’ambiente.

 

Fonte: Istat.it, 4 novembre 2011

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