La fertilità maschile influenzata da un ormone delle ossa

La rivista scientifica Cell ha pubblicato uno studio della Columbia University che ha dimostrato che un ormone rilasciato dalle ossa, l’osteocalcina, influenza il testosterone e quindi la capacità riproduttiva, ma solo quella maschile. La scoperta, che è stata fatta dagli scienziati del Dipartimento di Genetica e Sviluppo del Columbia University Medical Center, coordinati da Gerard Karsenty, riguarda però solo i maschi, non le femmine, perché non è provato che le ossa influenzino la capacità riproduttiva femminile, anche se sono state accertate interazioni fra estrogeni e massa ossea. Gli ormoni maschili e femminili, testosterone ed estrogeni, partecipano allo sviluppo delle ossa e quando, a causa dell’età, i loro livelli diminuiscono, diminuisce anche la massa ossea, soprattutto nelle donne, che sono così esposte a un maggior rischio di osteoporosi. Karsenty osserva: «Sappiamo che le gonadi, cioè le ghiandole sessuali, hanno tra le varie funzioni quella di stimolare la crescita delle ossa. Poiché la comunicazione fra due organi del corpo raramente è a senso unico, il fatto che le gonadi regolino la massa ossea spinge a fare la domanda: le ossa regolano le gonadi?». La ricerca americana ha risposto a questa domanda, almeno per quanto riguarda i topi, su cui sono stati fatti gli esperimenti, ma è necessario verificare che anche per gli umani sia valida questa relazione fra ossa e fertilità e poter quindi trovare nuove cure contro l’infertilità. Fra i topi maschi osservati dagli studiosi americani, quelli le cui ossa non secernevano osteocalcina avevano un tasso di riproduzione più basso, inoltre, la produzione di testosterone aumentava quando l’osteocalcina era presente. Angela Vita, membro della Sia (Società Italiana di Andrologia) e responsabile dell’Unità Dipartimentale di Andrologia presso l’Ospedale San Carlo di Potenza, spiega: «La somministrazione di osteocalcina fa aumentare il testosterone perché a livello delle cellule testicolari ci sono i recettori dell’osteocalcina che stimolano proprio la sintesi del testosterone. Visto che gli esperimenti sono stati condotti soltanto su topi, resta da verificare se questo meccanismo sia valido anche per gli uomini. Una volta appurato il meccanismo, sarà possibile fare grandi passi in avanti nel campo della diagnosi e forse anche del trattamento dell’infertilità maschile. Il testosterone è solo però uno dei paramentri che determinano la salute riproduttiva dell’uomo, e i fattori che possono causare un abbassamento del loro livello sono tanti: dall’età, all’ipogonadismo, alle malattie endocrine. Quella della Columbia University è comunque una scoperta importante, perché finora si era scoperta la relazione di quest’ormone con il glucosio, il diabete e l’obesità ma nessuno aveva mai indagato la relazione fra osteocalcina e fertilità». La prossima risposta che i ricercatori americani dovranno dare è alla domanda se il meccanismo dell’osteocalcina sia veramente strategico per la fertilità degli uomini, misurandone, in quelli che presentano problemi di fertilità, i livelli e verificandone le possibili interazioni con la loro capacità riproduttiva.

 

Fonte: repubblica.it, 22 settembre 2011

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