Obesità infantile: la pubblicità del junk food aumenta il rischio

Pubblicità junk food fattore di rischio per obesità infantile - EsseredonnaonlineLa pubblicità dei cibi spazzatura è una minaccia per i bambini, soprattutto per quelli già in sovrappeso.

È l’allarme che arriva dall’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Salute, che nel suo ultimo rapporto sull’obesità infantile, in vista del vertice a Vienna che si è tenuto ieri e prosegue oggi, punta il dito sulle campagne pubblicitarie di junk food chiedendo con urgenza ai Governi di attuare controlli più severi su di esse.

Con l’evolversi sempre maggiore dei nuovi media, le pubblicità raggiungono i bambini non solo attraverso la televisione, ma ancora più facilmente attraverso i social network e/o le applicazioni per smartphone. Pubblicità che, ovviamente, non reclamizzano l’alto contenuto di grassi saturi, di zuccheri o di sale presenti; e i bambini non sono certo in grado di rendersi conto di quanto il consumo eccessivo di alcuni di questi possa compromettere il loro stato di salute.

La promozione di questi cibi spazzatura, sottolinea l’Oms, è stata riconosciuta a tuti gli effetti come uno dei fattori di rischio per l’obesità infantile e altre malattie croniche legate ala dieta. Tra gli alimenti dsotto accusa troviamo  le bevande gassate zuccherate, cereali zuccherati per colazione, biscotti, snack, dolciumi, piatti pronti e fast food.

Secondo alcuni studi, chiarisce l’Oms, ciò che i bambini imparano è riconoscere i diversi marchi dei prodotti.

Infatti coloro che sono in grado di riconoscerne diversi sin dalla prima infanzia ed entro i 4 anni di età, sono più inclini ad ingrassare; mentre sui bambini già in sovrappeso la pubblicità ha l’effetto di aumentare ulteriormente il consumo degli stessi.

 Fonte: Ansa 20/06/2013

A cura di Simona Forti

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