Omega 3 contro lo stress

Omega 3 contro lo stress - esseredonnaonlineAi numerosi benefici per la salute cardiovascolare derivanti dall’assunzione di Omega 3 se ne aggiunge un altro: la protezione dallo stress.
Se ne è occupata la  Michigan Technological University con uno studio pubblicato dall’American Journal of Physiology: Regulatory, Integrative, and Comparative Physiology.
La ricerca è stata effettuata  su 67 persone: a metà del gruppo sono stati somministrati nove grammi di olio di pesce al giorno per due mesi , mentre all’altra metà è stato dato un placebo. Dopo due mesi  i due gruppi sono stati messi “sotto stress” attraverso un test aritmetico  – si trattava di fare sottrazioni e addizioni a mente-  durante il quale venivano monitorati alcuni indicatori  legati allo stress cardiaco.
Il gruppo che aveva assunto Omega 3 ha così mostrato parametri più bassi per fattori come il battito cardiaco e l’attività dei muscoli simpatetici.
Gli Omega 3 sono acidi grassi polinsaturi di cui, già da anni, è nota l’importanza dal punto di vista della salute, in particolare quella del cuore. Le parti attive di questo nutriente sono gli EPA (acido eicosapentaenoico) e i DHA (acido decosapentaenoico) che vengono metabolizzati dall’organismo e convertiti in numerose altre sostanze utili nel regolare i livelli ematici di colesterolo e trigliceridi nel sangue, riducendo di conseguenza il rischio di infarto e ictus. «Le virtù degli Omega 3», spiega il Prof. Flavio Doni, responsabile Unità Operativa di Cardiologia e Unità Coronarica del Policlinico San Pietro a Ponte San Pietro, Bergamo «sono emerse da studi effettuati sulla popolazione eschimese, una popolazione fondamentalmente immune da disturbi cardiovascolari. Si è capito che questa peculiarità non dipende da una condizione genetica degli eschimesi, bensì dal loro regime alimentare, che prevede un massiccio consumo di pesce: 146 chili all’anno, contro per esempio i poco più di 10 degli italiani»
Gli omega 3 sono infatti  presenti  soprattutto nei pesci grassi come il salmone, l’aringa, lo sgombro e il tonno (e in misura minore anche nel tuorlo d’uovo e in alcune carni magre).  Quando la dieta ne è carente o si ha un aumentato fabbisogno (per esempio in gravidanza e allattamento), se ne consiglia una supplementazione tramite integratori o cibi funzionali.
Fonte: AGI, 13 giugno 2013

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