Per i bambini è più sicura la città della campagna

Il docente di Urbanistica ed esperto del rapporto fra comunità umane e sicurezza, William Lucy, ha coordinato una ricerca dell’Università della Virginia sui rischi della vita in città per i bambini, analizzando lo stile di vita e il livello di sicurezza delle principali città dello Stato. Il professore ha dichiarato al National Post: «È 13 volte più probabile che un bambino muoia in un incidente stradale mentre viene accompagnato a scuola in macchina, che tornando a casa da solo in città dove può essere vittima di atti di bullismo. Il pericolo che viene percepito nella vita cittadina in realtà non è così giustificato: gli incidenti stradali, per esempio, che sono la principale causa di mortalità infantile, sono più frequenti in periferia a causa del tempo maggiore che i piccoli trascorrono in macchina a causa degli spostamenti». È comunque diffusa la convinzione che sia più vantaggioso, in quanto più sano e rilassante, allontanarsi dalla congestione cittadina, dall’inquinamento dell’aria e dal rumore. Nel 2010 sono avvenuti in Italia 280 incidenti gravi in cui sono stati coinvolti bambini da zero a 13 anni, con un bilancio di 59 piccole vittime e 360 feriti; sono avvenuti per la maggior parte in aree urbane e delle vittime 41 si trovavano in auto, 11 erano a piedi, 6 andavano in bicicletta e uno era su un ciclomotore

 

Fonte: repubblica.it, 17 febbraio 2011

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