”Pillola dei cinque giorni dopo” ora in vendita anche in Italia

Dopo due anni e tre mesi, l’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha firmato l’approvazione alla vendita di EllaOne, prodotta da Hra Pharma, la pillola dei cinque giorni dopo, che ha un’efficacia del 98% che arriva fino a 120 ore dal rapporto a rischio. Sono state le polemiche, l’ultima è quella del Movimento per la Vita che ha fatto ricorso al Tar, a rendere difficile la registrazione in Italia di EllaOne; nel 2009 l’Ema, l’Agenzia Europea per i Medicinali, ha approvato l’ulipristal, la molecola di cui è composto il farmaco, che è da allora in vendita in 27 paesi d’E uropa e in altri 12 nel mondo. L’ulipristal interferisce con la normale funzione del progesterone, bloccando o ritardando l’ovulazione, e riducendo così il rischio di gravidanza indesiderata; EllaOne non è quindi un farmaco abortivo, come la Ru486, ma solo un anticoncezionale la cui efficacia non si ferma alle 72 ore della pillola normale ma arriva a 120 ore, consentendo così evitare possibili rischi di ritardo nell’assunzione. La vendita è possibile solo dietro presentazione di ricetta medica non ripetibile e deve essere esclusa la possibilità di una gravidanza in atto, come sottolinea la ginecologa Lisa Canitano: «In questi casi, è cura del medico accertarsi, secondo il suo giudizio, dello stato o no di gravidanza della paziente». Hra Pharma chiarisce questo punto: “Il farmaco richiede una ricetta medica non ripetibile; prima della prescrizione il medico è tenuto a verificare l’assenza di una gravidanza preesistente attraverso l’e sito negativo di un test a base di beta Hcg. Test che la donna può effettuare anche con un semplice stick sulle urine reperibile in farmacia”. Anche i ginecologi della Società Medica Italiana per la Contraccezione (Smic), della Società Italiana della Contraccezione (Sic) e della Sigo (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), sono d’accordo con l’azienda produttrice di EllaOne sul privilegiare l’esame delle urine. Il presidente di Onda (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna), Francesca Merzagora, osserva: «La contraccezione d’emergenza è un presidio di prevenzione validato e conosciuto, non deve quindi essere considerato come un farmaco per donne ‘poco attente’ ma una soluzione per quelle donne che hanno un bisogno urgente di protezione o che hanno vissuto un evento ad alto rischio, e chiedono quindi aiuto al proprio medico per una procreazione responsabile. Poter offrire alla donna un’ultima possibilità per ridurre, non azzerare certo, il rischio di gravidanza indesiderata, è un’operazione di civiltà». L’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha confermato che la contraccezione d’emergenza evita il concepimento e non è quindi un abortivo. Hra Pharma ha condotto ricerche su 4.700 donne, da cui è risultato che normalmente l’u lipristal acetato non dà problemi “…con un profilo di sicurezza e tollerabilità sovrapponibile a quello della vecchia pillola anticoncezionale di emergenza già in commercio”.

Fonte: dottor salute.info, 1 aprile 2012

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