Rischio cardiovascolare anche per i magri, se il grasso è all’interno

Non sono solo le persone sovrappeso a doversi preoccupare del proprio cuore: anche soggetti normopeso possono nascondere pericolosi accumuli di grasso nel sangue. La causa? La scarsa attività fisica.

Secondo le stime della Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC), sarebbero circa 6 milioni gli italiani “metabolicamente obesi” che necessitano quindi dei giusti consigli per “dimagrire dentro”.

Gli accumuli interni di grasso, localizzati prevalentemente sul fegato, sul cuore e nei vasi, raddoppiano il rischio di infarto e ictus mentre il rischio diabete aumenta da quattro a cinque volte.

Come si valuta il grasso interno? «Bastano le analisi del sangue – spiega Bruno Trimarco, presidente SIPREC –. Se trigliceridi e glicemia, pur essendo nella norma, sfiorano i limiti superiori e se il colesterolo buono HDL (quello che “pulisce” i vasi dal colesterolo cattivo) è basso, allora esiste la possibilità che si stiano accumulando grassi nell’organismo. Si può inoltre dosare l’insulina circolante per capire se c’è insulino-resistenza, e quindi la tendenza ad ammalarsi di diabete; un’ecografia epatica, quindi, può indicare se si sono depositati troppi grassi nel fegato».

Anche per chi è apparentemente magro il consiglio è sempre quello di incrementare l’attività fisica quotidiana: anche soltanto 30 minuti 5 volte a settimana aiutano la salute di cuore e arterie. «Una corsa leggera, andare in bici, nuotare sono tutte attività che bruciano per primo proprio il grasso viscerale, facendo sì che il fegato si “disintossichi” – raccomanda Trimarco –. Occorre poi, naturalmente, una dieta adeguata: non deve essere ipocalorica, visto che si tratta di persone normopeso, ma deve contenere pochi grassi saturi e colesterolo».

 

Fonte: corriere.it, 7 giugno 2012

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