Se l’allergia arriva in anticipo

Se l’allergia arriva in anticipoCambi climatici e temperature troppo alte: ecco i responsabili dell’anticipo delle allergie ai pollini, soprattutto di cipressi, tassi e noccioli che quest’anno, già da metà gennaio, hanno cominciato a farsi sentire.
Un anticipo, secondo gli esperti, dovuto soprattutto ai cambiamenti di clima negli ultimi anni e che ha portato ad avere un dicembre decisamente troppo mite, rispetto al normale.
Le cause
“Non è ancora stata fatta una valutazione in materia, ma già sappiamo che le malattie allergiche e l’asma sono fortemente influenzate dai cambiamenti climatici”; è quanto ha affermato Renato Ariano, responsabile della rete Aaito di monitoraggio aerobiologico con indirizzo clinico.
Tuttavia, associare le allergie solo alla primavera è sbagliato. Esiste infatti un vero e proprio calendario pollinico che inizia con cipressi e noccioli verso la fine dell’inverno, passa per graminacee e composite in primavera e termina con l’ambrosia in estate.
Un andamento che però tende a stravolgersi in base a come cambia anche il clima; “e in questi anni il trend è chiaro: un anticipo dell’inizio e un posticipo della fine”; spiega Giovanni Rolla, docente di allergologia all’Università di Torino.
La polisensibilizzazione
La stagione delle allergie si è allungata solo di pochi giorni, rispetto a trent’anni fa; ma il vero problema, che quest’anno ha raggiunto anche dei picchi notevoli, è la polisensibilizzazione che si sviluppa sempre più sugli allergici che, in Italia, attualmente sono già 8 milioni.
Su 100 allergici, 80 reagiscono a più di una pianta; finendo così a soffrire da febbraio (o prima) fino a fine settembre; riuscendosi a “salvare” giusto per tre o quattro mesi l’anno.
Meno pollini in circolo?
Si soffre prima, è vero, ma forse meno rispetto al passato. “A causa dell’eccezionale scarsità di piogge – ha affermato il prof Domenico Schiavino responsabile del servizio di allergologia del Policlinico Gemelli di Roma – quest’anno gli allergici potrebbero soffrire di meno rispetto al passato. Come ormai sta succedendo degli ultimi 5 anni, le temperature insolitamente più alte della media hanno anticipato anche per quest’anno l’insorgenza delle allergie. Ma la buona notizia è che se le piogge continueranno a scarseggiare come hanno fatto fino adesso la quantità di pollini in circolo sarà decisamente minore. Di conseguenza l’allergia quest’anno potrebbe essere meno invalidante”.
A cura di Simona Forti

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