Servizi fotografici in sala parto: nuova moda negli USA

Quello del parto è un momento che si fissa indelebilmente nella memoria di ogni genitore.

Ma per chi non ne fosse convinto ecco arrivare dagli Stati Uniti una  nuova, bizzarra moda: il fotografo in sala parto per immortalare con scatti d’autore un momento unico e irripetibile.

fotografi in sala partoArriva dal Texas questa originale trovata, dove è nata l’ Associazione Internazionale dei Fotografi Professionisti delle Nascite che conta già oltre 400 membri. Tra questi c’è Lynsey Stone, 33 anni: non è un medico, né un’infermiera o un’ostetrica, ma “una fotografa che immortala con la macchina un rito di passaggio per milioni di coppie”, racconta lei stessa al ‘New York Times’. “La nascita – prosegue – non è un evento meno significativo di un matrimonio. Anche se effettivamente, per noi, la sala parto è un po’ più complicata da ‘catturare’ su pellicola. All’inizio di questa nuova avventura lavorativa, quando le persone mi chiamavano per un reportage dedicato all’arrivo del figlio, ero scettica. Ora non più”.

Dalla richiesta di alcuni genitori maniaci dello scatto (e magari di facebook) è nato dunque un vero e proprio business, parallelo a quello dei book dei matrimoni, con prezzi che  possono sfiorare 2 mila dollari.
L’opzione più comune è quella che vede il fotografo posizionato vicino al  viso della madre, per documentare tutto il travaglio. Ma non è detto che la neomamma non preferisca una prospettiva “più ravvicinata” della nascita. Molti ospedali però vietano questa pratica, sia per non intralciare il lavoro di medici e ostetriche sia per garantirne la privacy. Anche se le regole variano da ospedale a ospedale.

Quale bisogno si cela dietro a questa nuova moda? Spiega Randi Hutter Epstein, autore di Get Me Out: A History of Childbirth from the garden of Eden to the Sperm bank: “Ci sono molti spunti culturali dietro il bisogno femminile di immortalare la nascita in un album fotografico. Ad esempio, la necessità di custodire l’esperienza e di promuoverla con amici, conoscenti e parenti, come una cosa molto bella. Ci sono donne – conclude – che il giorno dopo il parto si fanno fotografare, in jeans stretti e con un atteggiamento molto riposato, per imitare le pose delle star internazionali sulle riviste di moda”.

Sicuramente c’è anche lo zampino dei social network – facebook e twitter su tutti -, che promuovono questa cultura del maniacale live-streaming di qualsiasi esperienza, anche le più private, come se un fatto non documentato e condiviso attraverso questi canali non fosse realmente avvenuto.

 

Fonte: ADN Kronos Salute, 18 giugno 2012

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