Sifilide: aumentano i casi in Europa

Sifilide: aumentano i casi in EuropaSifilide: aumentano del 63% i casi in Italia: è quanto emerge dal Report pubblicato dalla ECDC – European Centre for Disease Prevention and Control – sui casi di sifilide registrati in Europa dal 2007 al 2017.

 

Che cos’è la sifilide?

La sifilide è una malattia a trasmissione sessuale causata dal batterio Spirocheta Trepomena Pallidum e diffusa in tutto il mondo da oltre 500 anni. La caratteristica distintiva di questa malattia è di rimanere a lungo allo stato latente e di riuscire, così, a passare inosservata soprattutto nelle prime fasi di sviluppo.

I sintomi della sifilide primaria sono ulcere non dolorose ed escoriazioni della pelle, soprattutto nella zona genitale e rettale. È importante non sottovalutare questi segnali, nonostante tendano a sparire in modo autonomo, in quanto la malattia continua ad agire in silenzio, arrivando ad aggredire anche gli organi interni, nella sua fase più avanzata.

La sifilide – con un’incidenza annuale di 12 milioni di nuovi malati nel mondo – è l’infezione sessualmente trasmissibile con il più alto tasso di mortalità dopo l’Aids. È una malattia pericolosa, che però, se presa per tempo, non produce danni particolari e può essere curata con un antibiotico.

La prevenzione, comunque, rimane sempre l’arma più efficace per combattere la sifilide: in questo caso, l’utilizzo del preservativo durante i rapporti sessuali è la chiave per vivere serenamente e in salute la propria sessualità.

 

Il ritorno della sifilide

Secondo il rapporto pubblicato dalla ECDC, dal 2007 al 2017 in Europa si è verificato un aumento del 70% di casi di sifilide.

L’Italia purtroppo si allinea agli standard europei: si stima un aumento del 63% dal 2007 al 2017, con un passaggio da 1002 a 1631 casi confermati dal Sistema Sanitario Nazionale.

Dai dati forniti dalla ECDC emerge che a contrarre l’infezione sono soprattutto gli uomini (più del 60% dei casi), anche se le donne non sono da meno, come sottolinea l’infettivologo Rodolfo Punzi, primario dell’Unità Ospedaliera di Salerno, specificando che “si presentano anche molte ragazze che hanno dimostrato disattenzione nella pratica dei rapporti sessuali”.

Si registrano delle differenze numeriche anche in base all’orientamento sessuale dei pazienti: in Europa nel 62% di casi registrati di sifilide per i quali era noto l’orientamento sessuale, si trattava di uomini omosessuali, mentre gli uomini eterosessuali rappresentavano il 23% e le donne il 15%.

Oltre alla promiscuità sessuale e alla libertà del sesso, una parte della responsabilità dell’aumento dei casi di sifilide va attribuita alla scarsa educazione fornita ai giovani da parte delle istituzioni. Infatti, come sottolinea il Dr. Punzi, “sono i ragazzi i principali soggetti a rischio infettivo e la maggior parte dei casi sono dovuti al mancato utilizzo del profilattico, unico strumento idoneo ad evitare il contagio”.

Una maggiore attenzione da parte delle istituzioni potrebbe aiutare a far diminuire questi tristi numeri.

 

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Reference

European Centre for Disease Prevention and Control. Syphilis and congenital syphilis in Europe – A review of epidemiological trends (2007–2018) and options for response. Published July 12, 2019

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