Summer Sad, la depressione estiva

Summer Seasonal Affective Disorder (Sad) è il nome di un disturbo psichico caratterizzato da depressione e panico ed è provocato in un numero crescente di persone dalle condizioni atmosferiche tipiche dell’estate, dalla luce innanzitutto, dal caldo e dall’alto tasso di umidità che influenzano negativamente i sistemi endocrini. Il direttore del dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli di Millano, Claudio Mencacci, osserva: «Nell’area dei disturbi psichici in estate si assiste a un incremento di alcune patologie, le più significative sono quelle che riguardano i disturbi panici, quelli compulsivi e ossessivi. Il rischio maggiore è però legato all’insorgere della cosiddetta Summer Sad, la depressione estiva che può provocare l’aumento del consumo di alcol, dei comportamenti aggressivi, dell’euforia e della bulimia.
La Summer Sad colpisce soprattutto il sesso femminile, con incidenza maggiore nelle fasce di età superiori ai 35/40 anni». La depressione estiva è caratterizzata da insonnia e perdita di appetito (iporessia) con conseguente calo di peso, mentre la depressione invernale porta all’aumento delle ore di sonno, dell’appetito e del consumo di carboidrati.
Il cambio delle stagioni provoca variazioni nell’umore di una persona su quattro e una persona su 20 ha la vita condizionata da questa variazioni. Gli occhi, a causa di una disfunzione della retina, sarebbero i responsabili di questi disturbi; la durata e l’intensità dalla luce estiva possono infatti provocare alterazioni mentali, come spiega Mencacci: «La luce interviene indirettamente sul nostro cervello e l’intensità con cui riesce a farlo dipende dalle nostre retine. Sono dunque gli occhi a condizionare i centri cerebrali che, in base alle sollecitazioni che avvertono, regolano la produzione dell’ormone della melatonina che è secreto dalla ghiandola pineale. Questo processo, proprio a causa delle retine, potrebbe non funzionare in modo corretto, provocando una risposta abnorme alla luce e di conseguenza la Summer Sad. Individuare i soggetti a rischio è relativamente semplice perché nella maggior parte dei casi manifestano una spiccata sensibilità nei confronti della luce, anche non intensa, che li porta a indossare gli occhiali da sole in ogni situazione esterna. Questa forma depressiva e l’eventuale compresenza di attacchi di panico devono essere trattati da uno specialista che deve fornire le adeguate indicazioni ed eventualmente correggere, per i pazienti già in cura, i trattamenti cui si fa ricorso abitualmente perché in questo periodo potrebbero risultare molto meno efficaci».

 

Fonte: corriere.it, 8 agosto 2011

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