Tumore al seno, le nuove linee guida ASCO

Tumore al seno, le nuove linee guida ASCOLa ASCO, American Society of Clinical Oncology ha aggiornato le linee guida riguardo il tumore al seno inserendo la possibilità della soppressione ovarica per le pazienti ad alto rischio di carcinoma mammario ER-positivo, candidate per la chemioterapia coadiuvante.
La soppressione ovarica attraverso il tamoxifene (un farmaco antitumorale assunto per via orale appartenente alla classe dei modulatori selettivi dei recettori estrogeni ed utilizzato sia per il trattamento del cancro al seno che per la prevenzione delle recidive) era già stata utilizzata per anni in passato senza però che i suoi benefici fossero particolarmente chiari.
Da alcuni studi prospettici, infatti, era emerso che donne in premenopausa con tumori ER-Positivo non avevano riscontrato alcun particolare vantaggio dalla soppressione ovarica; mentre un sottogruppo di donne ad alto rischio avevano riscontrato un rischio minore di recidiva di cancro al seno.
Sono stati così stilati i nuovi criteri delle linee guida ASCO per definire il rischio:

  • le donne con tumore al seno e con stadio tumorale II o III, cui sarebbe consigliata la chemioterapia adiuvante, dovrebbero ricevere la soppressione ovarica con la terapia endocrina;
  • alle donne con tumore al seno e stadio tumorale I o II, a rischio più elevato di recidiva e che considerano la chemioterapia, si dovrebbe offrire la possibilità della soppressione ovarica con la terapia endocrina;
  • le donne con tumore allo stadio I, che non sono candidate per la chemioterapia, dovrebbero ricevere la terapia endocrina, ma non la soppressione ovarica;
  • le donne con tumori con linfonodi negativi di 1 cm o meno dovrebbe ricevere una terapia endocrina, ma non la soppressione ovarica.

Secondo i ricercatori dell’ASCO, tra i benefici della soppressione ovarica ci sarebbero la sopravvivenza dalla malattia e una minor probabilità di sviluppare cancro al seno e recidiva a distanza. Gli effetti collaterali includono sintomi simili a quelli della menopausa, peggioramento dell’attività sessuale, così come aumento del rischio diosteopenia e osteoporosi.
Gli autori tengono a sottolineare che le nuove linee guida supportano la soppressione ovarica per cinque anni e che si può ottenere tramite tamoxifene o altri inibitori dell’armatasi, e che gli effetti collaterali dei diversi profilo possono ovviamente influenzare le preferenze dei pazienti.
A cura di Simona Forti
Fonte: J Clin Oncol 2016

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