Tumore al seno: scoperto il ruolo dell’osteopontina nella formazione di metastasi

16 settembre 2014

Tumore al seno: scoperto il ruolo dell’ostepontina nella formazione di metastasiÈ tutto italiano un recente studio, pubblicato sulla rivista Cancer Research, che svela un nuovo meccanismo che favorisce lo sviluppo di metastasi del tumore al seno.

Si tratta dell’osteopontina, una proteina normalmente presente al di fuori delle cellule, coinvolta nella regolazione di diversi processi fisiologici, tra cui la stessa sopravvivenza cellulare.
Questa proteina può essere prodotta sia dalle cellule tumorali sia da quelle mieloidi del sistema immunitario, che non sono altro che globuli bianchi.
Questi ultime invece di rilasciare l’osteopontina all’esterno la trattengono dentro la cellula. La proteina svolge così un duplice ruolo nel tumore: l’osteopontina prodotta dalla cellula tumorale ne assicura la sopravvivenza in un ambiente ostile, mentre quella ritenuta all’interno dei globuli bianchi contribuisce alla loro attività immunosoppressiva, proteggendo dall’attacco immunologico le cellule tumorali che stanno formando la metastasi.

Lo studio, firmato da Claudia Chiodoni e dal gruppo di ricerca condotto da Mario Paolo Colombo, direttore della Struttura complessa di Immunologia Molecolare, è stato definito dagli esperti di “vitale importanza” per comprendere come si diffonde il tumore al seno, e potrebbe rappresentare una svolta nella cura di questa malattia che ancora oggi è responsabile del 16% di tutte le morti per cause oncologiche.

«L’identificazione dei meccanismi responsabili della disseminazione metastatica e delle cellule, tumorali e non, coinvolte in tale processo è di vitale importanza – spiega il professor Colombo– Infatti anche cellule normali, quali fibroblasti, cellule endoteliali e cellule del sistema immunitario, possono contribuire in modo attivo allo sviluppo del tumore al processo metastatico. Inoltre, la matrice extra cellulare, una volta ritenuta solo un supporto meccanico e strutturale per la massa tumorale, è oggi riconosciuta parte attiva della progressione tumorale e, perciò, un nuovo possibile bersaglio per la terapia».

A cura di Simona Forti

Fonte:Corriere della Sera

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