Vaccino contro Hpv solo per il 7% delle donne: poca informazione

Quattro donne su cinque ritengono insufficienti le informazioni che hanno a disposizione sul Papilloma virus umano (Hpv) e per questo chiedono chiarimenti; solo il 7,2% delle donne fino ai 55 anni si è vaccinata contro l’Hpv ma il dato è molto variabile per le differenze fra le fasce d’età e per le scelte nazionali e regionali sulla gratuità del vaccino per le ragazze di 11 anni. Questi sono alcuni dei dati diffusi dal Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) di una ricerca condotta su 3.500 donne fra i 18 e i 55 anni che è stata presentata nei giorni scorsi a Roma; dalla ricerca emerge anche che l’80% delle donne intervistate sanno cos’è l’Hpv ma anche questo dato è variabile: sale la percentuale fra le donne del Centro-Nord, fra quelle più istruite e fra quelle che hanno figlie nella fascia di età coinvolta nella campagne pubbliche di vaccinazione. Fra le donne che sanno cosa sia l’Hpv, la quasi totalità (il 94%) sa che può portare a tumori come quello al collo dell’utero, e l’83% sa che può provocare altre patologie dell’apparato genitale; solo meno della metà di loro sa che è legato ai condilomi genitali e quasi il 70%, sbagliando, crede che non colpisca gli uomini ma esclusivamente le donne. Meno del 20% è al corrente del rischio di infettarsi anche con i rapporti protetti e infatti il 64% ritiene che ci si infetti solo attraverso un rapporto sessuale completo, senza preservativo. Il direttore del dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto e presidente designato della Siti (Società Italiana di Igiene – Medicina Preventiva e Sanità Pubblica), Michele Conversano, spiega: «Bisogna agire soprattutto a livello dei medici di medicina generale, perché spesso le pazienti sono ragazzine in un periodo delicato, dato che non sono più in cura dal pediatra che le visitava regolarmente e poteva fornire informazioni». I media sono la principale fonte d’informazione: il 30% circa delle donne sono aggiornate dai giornali o dalla televisione, mentre solo il 12% è aggiornata dai medici, in particolare dal ginecologo. I servizi vaccinali delle Asl sono stati la fonte principale d’informazione, al momento della convocazione per proporre la vaccinazione, per il 62% delle donne che hanno fatto vaccinare le figlie che avevano dai 10 ai 15 anni. La gratuità della vaccinazione e la sua estensione anche alle ragazze più grandi è valutata positivamente dall’81% delle intervistate e per il 78% andrebbe estesa anche ai coetanei maschi.

 

Fonte: ADN Kronos, 3 novembre 2011

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