Vitamina D in gravidanza e rischio di wheezing nel bambino

Vitamina D in gravidanza e rischio di wheezing nel bambinoUn recente studio, organizzato in due trial randomizzati, pubblicato sulla rivista Jama ha riacceso il dibattito sull’utilità di utilizzare integratori di vitamina D durante la gravidanza.
Dai risultati è emerso che la supplementazione di questa vitamina non apporterebbe dei benefici staticamente significativi nel ridurre il rischio di asma pediatrico o di respiro sibilante (wheezing) per il neonato.
Lo studio, interamente danese, è stato condotto in due fasi:

  1. Il primo trial ha analizzato 623 donne giunte al terzo trimestre di gravidanza alle quali è stata somministrata una supplementazione di 2.400 UI al giorno di vitamina D oppure un placebo.
    I risultati di questo follow-up, condotto su 581 bambini nati da queste donne, hanno evidenziato un’incidenza di respiro sibilante pari al 20% nei bambini nati da donne sottoposte all’integratore di vitamina D rispetto al 16% nei bambini nati dalle donne che avevano invece assunto un placebo.
    Una differenza assolutamente non significativa.
  2. Il secondo trial invece è stato condotto su 876 donne di età compresa tra i 18 e i 39 anni alle quali, alla decima-diciottesima settimana di gestazione, sono state somministrate, secondo uno schema di randomizzazione 1:1, dosi elevati di vitamina D (4.400 UI/die) o ridotte (400 UI/die).
    Dai risultati, condotti su 805 bambini nati da queste donne, è emersa una riduzione del rischio di sviluppare asma a 3 anni pari al 20% se le loro madri erano state supplementare con dosi elevate di vitamina D anziché con dosi ridotte.

Il follow-up di questi bambini ha inoltre previsto numerose visite eseguite a 7 giorni dalla nascita e poi a 1,3, 6, 12, 18, 23, 30 e 36 mesi di vita per valutare i sintomi respiratori e in particolare la presenza di wheezing persistente, inteso come presenza di:

  • almeno 5 episodi di wheezing negli ultimi 6 mesi;
  • sintomi riferibili all’asma come dispnea da sforzo, tosse notturna persistente e tosse per lunghi periodi;
  • ricorso frequente a broncodilatatori;
  • risposta a un trattamento di almeno 3 mesi con steroidi per via inalatoria con ripresa dei sintomi alla sospensione.

L’analisi di questi dati ha dimostrato come integrare la vitamina D con dosi elevate nel terzo trimestre di gravidanza non induca una riduzione significativa del rischio di wheezing persistente nei primi 3 anni (36 mesi) di vita del bambino; la somministrazione di vitamina D ad alte dosi nel primo e secondo trimestre di gravidanza sembra invece contribuire alla riduzione dei sintomi respiratori gravi.
A cura di Simona Forti

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