Acne adolescenziale, nemica della pelle e dell’autostima

Acne adolescenziale, nemica della pelle e dell’autostimaL’adolescenza è un periodo molto difficile, per tutti. Un “passaggio” obbligato ma delicato che segna la transizione dall’infanzia all’età adulta. Una fase di grandi cambiamenti, di metamorfosi corporea in cui l’immagine di sé attraverso gli occhi propri e altrui diventa il mezzo attraverso cui si acquisisce sicurezza e autostima. A peggiorare la situazione spesso ci si mette anche l’acne giovanile, assai frequentemente motivo d’imbarazzo e di profondo disagio.
Non è corretto banalizzare il problema che non è soltanto estetico, ma anche psicologico per i risvolti emotivi che l’accompagnano e che impattano negativamente sulle capacità di relazione e sull’accettazione di sé.

 

Iniziamo chiarendo che l’acne è una “malattia” della pelle
L’acne è estremamente comune (nel periodo della pubertà ne soffre circa il 90% dei maschi e l’80% delle femmine) ed è causata da un’eccessiva produzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee della pelle.
Il sebo in realtà è una sostanza preziosa per la cute: forma una pellicola invisibile sulla nostra pelle che, oltre a mantenerla compatta ed elastica, ne garantisce la protezione dagli agenti esterni. Sotto l’effetto della “tempesta ormonale” (in particolare degli ormoni androgeni come il testosterone), che caratterizza la pubertà, la quantità di sebo prodotta è tuttavia eccessiva e spesso ricettacolo di batteri con conseguente infiammazione e insorgenza dei tanto odiati brufoli.

Poiché l’acne è una vera e propria malattia, è necessario rivolgersi a uno specialista dermatologo al fine di ricevere una diagnosi corretta e – di conseguenza – adottare tutte le misure terapeutiche più indicate nello specifico caso. L’intervento deve essere tempestivo per limitare il disagio emotivo e socio-relazionale e scongiurare il rischio di esiti permanenti come cicatrici e macchie.

In genere sono i maschi, in cui tra l’altro sono più frequenti le forme di acne grave (la produzione di ormoni androgeni è assai più elevata nei maschi rispetto alle femmine), che sottostimano maggiormente il problema e che procrastinano la valutazione specialistica, correndo ai ripari tardivamente, quando ormai il danno è fatto.
È vero che l’adozione di alcune misure comportamentali come una corretta e regolare detersione della cute, una dieta ricca di vitamina A, povera di grassi saturi e zuccheri, sono preziosi alleati della salute della pelle ma quando c’è un problema importante di acne è necessario intervenire con misure specifiche e quindi interpellare un esperto. Attenzione, l’esperto in materia non è l’estetista, ma il medico specialista in Dermatologia.

Ogni pelle è diversa dall’altra quindi non è mai buona cosa affidarsi ai “consigli terapeutici” dei coetani. L’automedicazione attraverso l’utilizzo di prodotti aggressivi, ad alto potere sgrassante, può addirittura produrre un effetto opposto, aggravando le manifestazioni acneiche.
Da non dimenticare anche l’importanza di utilizzare prodotti specifici indicati per la pelle acneica per un’adeguata protezione dai raggi solari e di evitare l’utilizzo di lampade abbronzanti che, oltre a peggiorare l’acne, espongono al rischio di sviluppare tumori della pelle.
Fondamentale è poi resistere alla tentazione di schiacciare i brufoli, manovra che non fa altro che aggravare l’infiammazione, favorire la diffusione dei germi e danneggiare i tessuti con il rischio che residuino lesioni e macchie permanenti.

 

Per guarire occorrono tempo, pazienza e costanza
Il tipo d’intervento dovrà essere tarato in ciascun caso non soltanto in relazione alla gravità clinica dell’acne, ma anche all’impatto psicologico che ne deriva e che non sempre è proporzionale all’entità delle manifestazioni cutanee.

 

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