Allergia al bicromato di potassio

Allergia al bicromato di potassioQualcuno se n’è accorto quando i muratori hanno risistemato la casa: ha iniziato ad accusare prurito diffuso e si è scoperto che responsabili erano le polveri sollevate dai lavori di ristrutturazione. Qualcun altro ha iniziato ad aver problemi con le scarpe, che provocavano prurito ed eczema. In entrambi le situazioni, la colpevole era in realtà l’allergia al bicromato di potassio, contenuto nel primo caso nel cemento polverizzato e nel secondo nel cuoio della calzatura. Pur essendo meno nota e diffusa di quella al nichel, la sensibilizzazione a questa sostanza può dare anch’essa fastidiosi disturbi. Per conoscerla meglio, abbiamo rivolto qualche domanda al dottor Carlo Biale, Specialista in Allergologia e Immunologia clinica e Medicina del Lavoro della Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia
Dottore, come si manifesta l’allergia al bicromato di potassio?
Si manifesta generalmente con una dermatite da contatto in zone cutanee circoscritte, quelle che entrano in contatto con il metallo, più comunemente le mani e i piedi. Il cromo è un metallo e il bicromato di potassio è uno dei suo sali. Possono svilupparsi dermatiti allergiche da contatto in seguito al contatto con svariati metalli, uno su tutti il nichel. Ma anche il cromo può essere uno di questi. La dermatite si manifesta con prurito, arrossamento e un’eruzione eczematosa (formazione di piccole vescicole che spesso desquamano) nell’area cutanea che è stata a contatto con il metallo. Interessa spesso i piedi perché il bicromato di potassio è usato nella concia dei pellami utilizzati per fabbricare scarpe.
Come scoprire se il vero colpevole è proprio lui?
È facile. Basta fare un semplice test allergologico, il patch test, che consiste nell’applicare sulla schiena dei cerotti (patch) che contengono le sostanze sospettate di provocare l’allergia. Generalmente si testa una serie standard di sostanze tra cui nickel, profumi, derivati della gomma e, appunto, bicromato di potassio, definite ubiquitarie perché ciascuno di noi può venirne in contatto nella quotidianità, indipendentemente dalle attività svolte e dalla professione. Dopo 48-72 ore i cerotti vengono rimossi e i risultati del test devono essere letti da uno specialista.
Ma il bicromato di potassio è davvero così diffuso? Dove lo si trova?
Le possibili fonti di contatto sono, in effetti, parecchie. Si può fare una distinzione tra sorgenti professionali e sorgenti extraprofessionali di esposizione:

  • Sorgenti professionali
    In passato il bicromato di potassio era noto come sensibilizzante soprattutto dei conciatori e dei muratori, tanto che l’allergia a questa sostanza era riconosciuta come malattia professionale per queste due categorie di lavoratori. Il bicromato di potassio, infatti, è contenuto nel cemento e viene usato nella conservazione, nella concia, nella preparazione, nel trattamento e nella rifinitura di pelli, cuoio e pellicce. Nell’industria tessile si utilizza soprattutto il cromo trivalente come fissativo per i coloranti dei tessuti. Tuttavia, il bicromato di potassio crocia con il cromo trivalente e ciò significa che chi è sensibilizzato al bicromato di potassio nel 99% dei casi lo è anche al cromo trivalente, per cui dovrebbe stare attento a evitare il contatto anche con tutto ciò che contiene questa sostanza. Ci sono poi molte altre possibili fonti di esposizione. Il bicromato di potassio è largamente impiegato, per esempio, nella costruzione di impianti elettrici, nell’industria delle vernici, nella fabbricazione di ceramiche, nell’industria cartotecnica, in quella farmaceutica e nella produzione di coloranti e colori.
  • Sorgenti extraprofessionali
    Possibili fonti extraprofessionali di esposizione sono le protesi ortopediche o dentarie contenenti cromati, tutti gli accessori di pelle conciati con cromo (borse, scarpe, guanti, cinture), sbiancanti, detersivi e disinfettanti, le capocchie dei fiammiferi Attenzione anche ai tatuaggi colorati: soprattutto i pigmenti giallo-verdi possono contenere, infatti, bicromato di potassio. Inoltre, questa sostanza può essere presente nei cosmetici e in molti alimenti. Aghi da agopuntura,oli da taglio, liquidi da raffreddamento, anticorrosivi, conservanti del legno, divise militari, inchiostri, tinte, pigmenti, colori a olio e tempera, gomma, linoleum, sono altre possibili fonti di esposizione al bicromato di potassio.

Quanto è comune quest’allergia e chi sono i soggetti maggiormente colpiti?
Non è molto frequente, ed è decisamente meno diffusa dell’allergia al nichel. Si stima che il problema riguardi solo il 3-4% della popolazione, una percentuale 5-6 volte inferiore rispetto a quella degli allergici al nichel, che sono circa il 18-20%. Inoltre, sembra, per fortuna, che la sensibilizzazione a quest’allergene sia in calo. L’età media di esordio dell’allergia dipende dalla fonte di esposizione: nelle forme extraprofessionali occorrono molti anni per sensibilizzarsi, mentre in quelle professionali l’allergia può comparire anche dopo pochi mesi dall’inizio dell’attività lavorativa. In caso di esposizione professionale, i più colpiti sono sicuramente gli uomini e i lavoratori più a rischio sono i conciatori, gli addetti alla produzione di cemento e quelli dell’industria metallurgica; in caso di esposizione extra-professionale, invece, è il gentil sesso ad essere maggiormente a rischio.
Che consigli dare a chi è allergico al bicromato di potassio?
Innanzitutto prevenire. Bisogna cercare di diminuire il più possibile le occasioni di contatto con le sostanze e gli oggetti che contengono questo allergene. Per esempio, è utile indossare dei guanti, tranne quelli di cuoio, che sono conciati col cromo, nello svolgimento delle mansioni domestiche e di mansioni che prevedono il contatto con il metallo. Per lo stesso motivo bisogna evitare le scarpe di cuoio, o meglio chi è allergico al bicromato di potassio dovrebbe utilizzare solo calzature realizzate con cuoio conciato con prodotti vegetali. Non sono facili da trovare, ma in Italia ci sono diverse aziende che le producono. Bisogna, inoltre, evitare il contatto con detersivi o altre sostanze che contengano cromo.
E gli alimenti che lo contengono? Le persone allergiche a questa sostanza li devono evitare?
Il bicromato di potassio si trova in effetti in molti alimenti, tra cui uova, manzo, vitello, tacchino, ostriche, patate, funghi, cipolla, alcune spezie, farina di grano integrale, tè, vino, birra, cacao, e quindi anche il cioccolato,. Tuttavia, dire che chiunque sia allergico al bicromato di potassio deve evitare tutto ciò che lo contiene significa fare dell’allarmismo. Discorso diverso per il nichel. Le persone allergiche a questo metallo che hanno problemi di varia natura sono sempre di più, tanto che oggi gli allergologi parlano non più solo di dermatite da contatto da nichel, ma anche di patologa sistemica da nichel. Mangiare alimenti contenenti nichel può provocare nelle persone allergiche sintomi come gonfiore e dolore addominale, senso di nausea e alterazioni dell’alvo. Chi è allergico al metallo e presenta questi sintomi deve certamente bandire cibi e bevande che lo contengono. Nel caso del bicromato di potassio, è assai più raro che un soggetto allergico manifesti questa sintomatologia. Nella mia esperienza clinica non ricordo di aver dovuto mettere a dieta un paziente allergico al bicromato di potassio perché lamentava queste problematiche, mentre nel caso del nichel accade, ormai, quasi quotidianamente. Secondo alcuni, dovrebbero eliminare gli alimenti che contengono il bicromato di potassio solo le persone fortemente sensibilizzate al cromo, ma anche su questo non vi è pieno accordo tra gli specialisti.
Come si cura chi ha sviluppato una dermatite da contatto con il bicromato?
Purtroppo non esiste un vaccino per chi è allergico a questa sostanza. In tutte le forme di dermatite acuta il trattamento preferito sono creme a base cortisonica, che possono contribuire a ridurre l’infiammazione e alleviare il rossore e il prurito. Nei casi più gravi, tuttavia, l’allergologo può prescrivere cortisonici per bocca, a cui si possono associare antistaminici per calmare il prurito intenso.

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