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Pubblicato il 24 settembre 2014

Appuntamento con lo specialista – Terapia laser dell’atrofia vaginale

Il calo degli estrogeni tipico della menopausa causa nel corpo della donna numerosi cambiamenti che coinvolgono virtualmente tutti gli organi e apparati dell’organismo femminile .
In modo particolare, l’apparato uro-genitale patisce le conseguenze del venir meno degli estrogeni: i tessuti e la mucosa si assottigliano e perdono elasticità, si riduce la vascolarizzazione, manca la lubrificazione indispensabile al benessere locale, il pH è alterato, tutta l’area vulvare è esposta ai traumi e più vulnerabile ad infezioni e infiammazioni.
Durante l’età fertile, infatti,gli estrogeni hanno un ruolo chiave sul trofismo, cioè sul nutrimento dei tessuti e della mucosa della zona vulvo-vaginale: per questo di frequente in menopausa si va incontro al fenomeno dell’atrofia vaginale.
L’atrofia uro-genitale si rende clinicamente evidente 4–5 anni dopo la menopausa in circa il 50% di tutte le donne. I sintomi includono la secchezza (75%), la dispareunia (38%) e il bruciore, le perdite e il dolore (15%).
L’atrofia vaginale ha gravi ricadute soprattutto sulla vita sessuale: a causa della secchezza e della vulnerabilità dei tessuti la donna può provare dolore durante i rapporti (dispareunia) con conseguente scarsa eccitazione, difficoltà nel raggiungere l’orgasmo e infine, calo del desiderio.
Nonostante la diffusione del fenomeno e l’incidenza dei sintomi associati all’atrofia urogenitale, soltanto il 25% circa delle donne che ne soffre comunica spontaneamente questi problemi al suo medico curante e il 70% riporta che il proprio medico rivolge domande su problemi come la secchezza vaginale soltanto raramente o addirittura mai. D’altro canto, sia le pazienti sia i medici tendono ad attribuire i sintomi al processo inevitabile e naturale dell’invecchiamento, con il risultato che l’atrofia non diagnosticata non viene curata, nonostante esistano terapie efficaci.
La terapia estrogenica per via sistemica e topica rappresenta il trattamento più efficace, perché agisce sulla causa dell’atrofia, la mancanza di estrogeni.
Tuttavia la terapia ormonale – soprattutto se protratta nel tempo – non è sempre gradita. Inoltre è assolutamente controindicata in alcuni casi, come ad esempio in donne operate per tumore al seno o altre neoplasie ginecologiche.
Nuove prospettive terapeutiche si aprono con l’utilizzo del laser: ne abbiamo parlato con il dottor Gambacciani.

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