Cervicalgia: impariamo a conoscerla

Cervicalgia: impariamo a conoscerlaAlla domanda «che cos’è la cervicalgia?», probabilmente sanno rispondere solo 12 italiani su cento: quelli che ne soffrono in maniera più o meno cronica. Tutti gli altri la conoscono come il mal di collo, e pensano che sia una cosa fastidiosa, certo, come il mal di schiena (lombalgia), ma che in fondo si tratti solo di un fastidio passeggero, che con un po’ di riposo prima o poi se ne andrà via.
Invece, la cervicalgia è una cosa seria: non è una malattia, ma un sintomo. È un dolore che si presenta acuto e improvviso, o che al contrario aumenta lentamente e progressivamente. Condizionando pesantemente in entrambi i casi i movimenti del collo.
I medici ne distinguono tre tipi:

  • la cervicalgia vera, quando il dolore è localizzato essenzialmente a livello della nuca e del collo;
  • la sindrome cervico-cefalica, che causa mal di testa, vertigini, acufeni, disturbi della vista;
  • la sindrome cervico-brachiale, caratterizzata da un interessamento delle radici nervose, in cui il dolore può arrivare al braccio e nei casi più gravi alla mano.

«La cervicalgia», si legge nelle linee guida della Simfer (Società Italiana Medicina Fisica e Riabilitativa), «è un dolore localizzato alla regione cervicale che può colpire chiunque, anche se le donne sono più inclini a soffrirne.
Le cause scatenanti sono diverse: uno sforzo, uno scorretto allineamento posturale tra capo, collo e spalle mantenuto a lungo, un trauma». In inverno, poi, il rischio aumenta ulteriormente, perché freddo, umidità e sbalzi di temperatura favoriscono le contratture e l’irrigidimento muscolare. Come se non bastasse, molto spesso all’insorgenza della cervicalgia concorrono anche situazioni prolungate di stress e tensione psichica.
Per combatterla (se è episodica) si può ricorre ai farmaci, da utilizzare localmente (creme e cerotti) o per via orale: naturalmente, solo dopo aver consultato il proprio medico. Ma vi sono anche dei piccoli accorgimenti da adottare ogni giorno.
In fondo, visto che il principale imputato è lo stile di vita, conviene iniziare da lì. Se il problema, come spesso accade, è la sedentarietà, la postura scorretta e le troppe ore trascorse davanti allo schermo di un computer, allora la cura è semplice. Si può iniziare alzando il monitor: molti lo tengono troppo in basso rispetto agli occhi, stressando il rachide in flessione (che, per generalizzare, sarebbe la colonna vertebrale più vari ammennicoli come i legamenti, i nervi, i dischi intervertebrali, il midollo spinale eccetera). Lo schermo deve trovarsi esattamente sulla linea dello sguardo, a una distanza di circa 50-70 cm dagli occhi. Sarebbe bene anche ottimizzare colore, contrasto, luminosità ed eliminare gli eventuali riflessi. E saper che il modo giusto di utilizzare il mouse è appoggiando tutto l’avambraccio sulla scrivania, in modo da evitare tensioni prolungate a carico dei muscoli trapezi. Last but not least, la sedia deve essere regolata in modo da consentire di appoggiare comodamente i piedi a terra e contemporaneamente dare sostegno alle braccia sui braccioli. E chi vuole proprio esagerare può anche dotarsi di un cuscino lombare, per non rischiare che la colonna vada in cifosi.
Correggere una postura errata è fondamentale. Ma può non essere sufficiente. Bisogna soprattutto evitare l’immobilità (esatto, altroché riposo!). Il male al collo, infatti, come detto, dipende da un’eccessiva contrazione muscolare, che a sua volta dipende da una carenza di ossigenazione. In pratica, il muscolo per ricevere ossigeno attraverso il sangue deve compiere un’azione di pompaggio: contraendosi e poi rilasciandosi. Se però il rilasciamento non avviene, i capillari si chiudono, l’ossigenazione cala e compare la cervicalgia. Insomma, lo avete capito, per rimettere le cose a posto ci vuole un po’ di sana ginnastica. E di stretching.
Ecco qualche esercizio da eseguire quotidianamente per eliminare quelle tensioni che si sono accumulate nel corso del tempo. Attenzione però a farli bene e lentamente altrimenti si rischia l’effetto contrario.

  • Da seduti, guardando dritto di fronte a sé, portate la testa all’indietro e stirare i muscoli posteriori del collo.
  • Da seduti, guardando dritto di fronte a sé, accompagnare la testa all’indietro premendo delicatamente con un mano sul mento
  • Da seduti, guardando dritto di fronte a sé, mettere le mani una sopra l’altra dietro il collo e spingete il collo verso le mani con intensità gradualmente crescente.
  • Da seduti, con la testa all’indietro, girarla prima da una parte poi dall’altra.
  • Da seduti, con la testa all’indietro, girarla prima da una parte poi dall’altra, esercitando una pressione con una mano sul mento e una sulla nuca nel senso della rotazione.
  • Da seduti, con la testa all’indietro, avvicinare l’orecchio alla spalla, prima da una parte e poi dall’altra.
  • Da seduti, guardando dritto di fronte a sé, portare la testa in avanti, mantenendo lo sguardo sulla linea orizzontale.
  • Da seduti, guardando dritto di fronte a sé, portare la testa in avanti, mantenendo lo sguardo sulla linea orizzontale, quindi flettere la testa in maniera da guardare il pavimento.

E se questo ancora non dovesse bastare potete rivolgervi alle mani esperte dei professionisti, e  a trattamenti fisioterapici che comprendano sia terapie strumentali come la ionoforesi, gli ultrasuoni e il laser, sia manuali come la massoterapia, lo stretching cervicale e le trazioni.

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