Check up a 360 °… e l'autunno è servito!

L’autunno è una stagione in cui spesso si tende, almeno dal punto di vista fisico, a vivere di rendita. Si approfitta cioè del benessere capitalizzato durante l’estate, grazie a uno stile di vita più sano, al relax, al maggior movimento e – non ultimo – all’effetto cosmetico del sole, che al ritorno dalle vacanze ci fa apparire sempre e comunque più in forma. Così per lo più si riprendono a capofitto i frenetici ritmi metropolitani e ci si rituffa nel lavoro, nella scuola dei figli, nella lunga serie di incombenze che erano rimaste in sospeso prima della partenza. Di conseguenza, per un check up generale sembra che il tempo non sia mai sufficiente. E invece proprio l’autunno è il momento ideale per sottoporsi a una serie di semplici esami che indaghino il reale stato di salute dell’organismo, individuando i possibili problemi prima che i sintomi diventino eclatanti. Una sorta di “tagliando annuale”, insomma, che soprattutto se eseguito in questo momento consente di stabilire in tempo le tappe delle eventuali terapie. Anche perché possono esserci alcuni punti deboli – per esempio sul fronte dermatologico – di cui si rischia di rendersi conto solo quando il calendario e la meteorologia sono andati ormai troppo in là e gli interventi a quel punto dovranno essere rimandati.

Con la consulenza della dottoressa Emanuela Cecca, Specialista in Dermatologia a Milano e del professor Francesco Speziale, Professore Ordinario all’Università La Sapienza di Roma e Primario di Chirurgia Vascolare al Policlinico Umberto I.

 

Per prima cosa va detto che il check up andrebbe fatto il più possibile ad ampio raggio. La cosa più semplice è consultare il proprio medico per una visita, e farsi poi consigliare da lui sugli approfondimenti mirati in base all’analisi del singolo caso, all’età, ai fattori di rischio e così via. Vi sono tuttavia una serie di esami clinici elementari che andrebbero fatti di routine almeno una volta all’anno, per avere quel quadro d’insieme che servirà anche agli specialisti consultati in un secondo momento.
Tra i principali screening ci sono senz’altro un esame completo delle urine e uno del sangue, che comprenda tra l’altro emocromo, glicemia, azotemia, sideremia oltre agli immancabili colesterolemia, trigliceridi, transaminasi e VES, ossia la velocità di sedimentazione del globuli rossi, il cui valore aumenta se è in corso un processo infiammatorio.

Pelle: sorvegliata speciale
Una volta in possesso di questa prima fotografia del nostro stato di salute generale, ci si può dedicare a tre aspetti che costituiscono la vera hit stagionale, nel senso che l’autunno è il periodo migliore per valutarne la situazione e, nel caso, pianificare una strategia. Gli appuntamenti da segnare in rosso riguardano pelle, capelli e sistema circolatorio. Ecco perché. «Per quanto riguarda pelle e capelli, il momento ideale per un controllo è ritenuto quello tra ottobre e novembre», spiega la dottoressa Emanuela Cecca, Specialista in Dermatologia a Milano. «L’esame della cute va fatto quando l’abbronzatura se ne è andata. Questo principio vale sia relativamente all’osservazione dei nei, che sulla pelle chiara si studiano meglio, che allo stato di idratazione dell’epidermide, perché è proprio quando è svanito l’effetto del colorito estivo che si accentua la mancanza di elasticità del collagene dovuta alla fotoesposizione. Inoltre, devono trascorrere diversi mesi tra qualsiasi intervento chirurgico – dalla rimozione di un neo, appunto, a quella di una cisti sebacea – e una nuova esposizione al sole, perché altrimenti i raggi ultravioletti provocherebbero un’iper-pigmentazione della cicatrice. Lo stesso discorso riguarda le terapie anti-acne, che sono fotosensibilizzanti, così come gli interventi col laser per eliminare le macchie che dopo l’estate compaiono facilmente sulla pelle: i casi più comuni sono le chiazze dovute all’assunzione della pillola anti-concezionale e all’aver utilizzato un profumo mentre ci si esponeva al sole (o anche la sera prima, se poi non ci si è ricordati di sciacquarsi bene)».

Capelli stressati? Attenzione alla dieta!
Ma non è solo della pelle che bisogna avere particolare riguardo al ritorno dalle vacanze. Spesso anche per quanto riguarda i capelli – fortemente stressati da sole, vento o cloro – bisogna correre ai ripari. Quando sono stati danneggiati, infatti, smettono subito di crescere ma cadono dopo alcune settimane, per cui è sempre in autunno che si noterà un’eventuale ecatombe.
Precisa ancora la dottoressa Cecca: «È bene controllare attraverso l’esame del sangue che non si soffra di una forma di anemia, perché un valore basso di ferro incide molto sulla salute della chioma. Se poi trascorsi settembre e ottobre i capelli tendono ancora a staccarsi facilmente, allora significa che non si tratta più di un normale ricambio di stagione ma di una conseguenza dello stress a cui sono stati sottoposti in vacanza, o di cambiamenti ormonali o di altri fattori che valuterà uno specialista (magari con l’aiuto del dermatoscopio). Sicuramente avrà meno problemi chi tra giugno e agosto ha puntato sulla prevenzione, usando dei filtri solari ad hoc e sciacquandosi sempre la testa con acqua dolce dopo il bagno in mare o piscina».
Tra gli accorgimenti da usare al ritorno in città, invece, ci sono una dieta molto variata e particolarmente ricca di vitamine del gruppo B (eventualmente, se il medico lo ritiene necessario, aiutandosi con degli integratori) e un’attenzione particolare alla scelta di shampoo poco aggressivi e di creme ristrutturanti. «Anche se, chiarisce la dermatologa, questo intervento servirà solo sul piano estetico, perché il capello rovinato porterà comunque la sua “cicatrice”». Per lo stesso motivo, bisognerà evitare permanenti, colorazioni e in generale trattamenti che aggredirebbero ulteriormente la capigliatura.

I problemi del circolo
Un ultimo check up per cui l’autunno è il momento d’oro è quello angiologico, soprattutto quando si soffre dei cosiddetti “capillari”. Il termine corretto per definirli è teleangectasie, e si tratta di dilatazioni permanenti delle vene del microcircolo sottocutaneo.
Tra le cause principali di questo problema, che prima o poi riguarda quasi il 50% delle donne, ci possono essere la cellulite (la ritenzione idrica rende difficoltosa la circolazione e alla fine le venule dell’ultimo strato di pelle cedono), una predisposizione familiare ma anche – in alcuni casi – una patologia di base più seria. «Per questo» avverte il professor Francesco Speziale dell’Università La Sapienza di Roma «prima di tutto bisogna sottoporsi a una visita con eco-doppler per escludere che si tratti di insufficienza venosa. Se non c’è questo tipo di disfunzione, allora si può agire sui capillari. Il cardine dell’approccio rimane la scleroterapia, costituita da piccole iniezioni sclerosanti che, in pratica, creano una flebite nelle piccole vene e le portano a poco a poco al riassorbimento. Oggi è molto di moda anche l’intervento con il laser, ma in questa applicazione promette più di quello che mantiene: va bene per i capillari davvero piccoli, ma se si tratta di teleangectasie più evidenti bisogna dare al laser un impulso che può lasciare delle cicatrici sulla pelle, senza contare che i costi del macchinario rendono la terapia decisamente più dispendiosa».
Anche in questo caso, fondamentale la prevenzione: mai stare seduti, in piedi o esposti al sole per molto tempo consecutivo, evitare fumo e cibi salati ed eventualmente integrare la dieta con sostanze anti-ossidanti che combattano i radicali liberi, a cominciare dalla vitamina C. Signore, l’autunno è servito.
 

A cura di: Laura Taccani

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