Dolore cronico: l’importanza di un approccio globale e multidisciplinare

Dolore cronico: l’importanza di un approccio globale e multidisciplinareQuando il dolore perde il suo significato iniziale di “campanello di allarme” e diventa un inseparabile compagno di viaggio, investendo tutti gli ambiti della vita – affettivo, socio-relazionale e lavorativo – non è sufficiente un approccio limitato alla terapia farmacologica, ma si rende necessario un intervento globale che collochi al centro il paziente, le sue sofferenze, i suoi bisogni e le sue aspettative. Oltre alle limitazioni funzionali, si devono considerare anche i riflessi negativi di una sintomatologia dolorosa cronica sull’equilibrio psico-emotivo: se il dolore perdura nel tempo, può alterare le capacità psichiche del soggetto nell’affrontare la realtà quotidiana fino all’insorgenza di disturbi d’ansia e depressione.
Nel dolore cronico benigno – termine con cui s’intendono tutte le forme di dolore cronico non dipendenti da neoplasie – l’obiettivo prioritario non è solo il contenimento del dolore, ma anche la limitazione degli effetti del dolore sull’autosufficienza e sulle capacità di partecipazione alla vita familiare, sociale e lavorativa. È pertanto fondamentale un approccio alla problematica altamente specializzato, multidimensionale e multidisciplinare, che consideri i disturbi correlati della sfera somatica e psicologica nelle loro molteplici espressioni, basato sull’intervento integrato di competenze diverse ma tra loro complementari.
Il percorso di cura deve essere personalizzato, definito in base alla tipologia e alla gravità del dolore, alla storia clinica del paziente, all’esito in termini di efficacia ed eventuali effetti collaterali di terapie impiegate in precedenza. Trattandosi di una malattia cronica complessa, è importante garantire al paziente una continua rivalutazione per monitorare nel tempo l’efficacia della terapia in atto e adattarla in relazione alla sua evoluzione.
Nel caso in cui il dolore cronico sia sostenuto da una patologia di base ancora risolvibile, parte del programma terapeutico dovrà essere indirizzato al trattamento specifico (farmacologico o chirurgico).
Venendo invece alle soluzioni terapeutiche per il controllo del dolore, il panorama delle possibilità è molto ampio e comprende anzitutto farmaci. Secondo le indicazioni fornite dalla letteratura internazionale e dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, il controllo farmacologico del dolore deve essere attuato attraverso un approccio sequenziale e graduale, che prevede l’impiego di analgesici antiinfiammatori nei casi di dolore lieve e di analgesici oppioidi nel caso di dolore moderato (oppioidi deboli) e grave (oppioidi forti). Possono trovare indicazione, qualora il dolore sia sostenuto da alterazioni delle vie nervose (dolore neuropatico), anche altre categorie di farmaci, come antiepilettici e antidepressivi.
Le strategie medico-chirurgiche consistono, invece, in interventi “diretti” sulle strutture nervose che compongono le vie del dolore e comprendono: la neurostimolazione, basata sull’utilizzo di impulsi elettrici di bassa intensità che mascherano la percezione del dolore, sostituendo la sintomatologia dolorosa con una sensazione di formicolio; l’impianto di microinfusori che consentono il rilascio di farmaci direttamente nel liquido cerebrospinale; la neuroablazione che prevede la “distruzione” dei nervi e dunque l’interruzione della trasmissione del segnale del dolore; i blocchi nervosi terapeutici che consistono in iniezioni locali di farmaci, somministrati nel sito di origine del dolore.
In considerazione della componente emozionale del dolore e delle importanti conseguenze psichiche che ne derivano, si devono anche annoverare tra le opzioni terapeutiche, la terapia psico‐comportamentale e il sostegno psicologico, che garantiscono il necessario approccio globale, comprensivo anche delle dimensioni cognitivo-comportamentale e affettivo‐emozionale.
Oltre alle terapie convenzionali, esistono poi trattamenti alternativi per il controllo del dolore, come ad esempio, la chiroterapia e l’osteopatia, che si basano sull’applicazione di specifiche tecniche di manipolazione, o metodi di cura tradizionale cinese, come l’agopuntura.
Per approfondimenti, visita il sito di Onda alla sezione Dolore cronico
www.ondaosservatorio.it

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