Fibroma uterino: il tumore benigno più diffuso tra le donne

Fibroma uterino: il tumore benigno più diffuso tra le donneI fibromi uterini rappresentano i più comuni tumori benigni dell’utero nelle donne in età fertile, con una prevalenza del 20-25%. Le donne di etnia afroamericana hanno un’incidenza 2-3 volte superiore a quelle caucasiche, con una sintomatologia più precoce (anche a partire dai 20 anni).

È facile sottostimare il numero di donne colpite proprio perché il fibroma uterino è spesso asintomatico e viene individuato durante le visite ginecologiche di controllo, quindi con diagnosi tardiva.

 

La prevalenza in gravidanza

La prevalenza di fibromi uterini in gravidanza si attesta intorno al 2% (range 0,1-12,5%), con una differenza di etnia (18% donne afro-americane, 10% donne ispaniche, 8% caucasiche).

In genere, si pensa che i fibromi dell’utero in gravidanza crescano rapidamente sia per l’aumento della vascolarizzazione che per la stimolazione ormonale (aumento dei livelli di estrogeni e progesterone). Gli studi più recenti hanno invece riportato un aumento non lineare delle dimensioni dei fibromi, soprattutto nella prima metà della gravidanza. Questo è probabilmente dovuto al rapido ed esponenziale aumento della Beta-HCG nelle prime settimane di gravidanza.

Secondo tali studi, l’aumento medio in gravidanza è del 12%, pochi sono i fibromi che aumentano di dimensioni oltre il 25%. La maggior parte delle donne portatrici di fibromi durante la gravidanza sono asintomatiche; se sintomatiche il dolore risulta essere il sintomo più frequente, fortemente correlato alle dimensioni del fibroma (soprattutto > 5 cm).

 

 

L’importanza di una diagnosi precoce

È importante diffondere una maggiore conoscenza del fibroma uterino per riuscire a riconoscerlo il prima possibile e alleviare i disturbi che compromettono la qualità di vita della donna: infatti, la presenza di un fibroma dell’utero può causare sanguinamenti abbondantidisturbi della minzione e della defecazione, disturbi sessuali e può influire negativamente sulle capacità di concepire e portare a termine una gravidanza.

Secondo la dott.ssa Rossella Nappi del Policlinico San Matteo di Pavia. “I sintomi. Quando presenti, creano notevole stress, in particolare il sanguinamento fuori dai giorni del ciclo. La mestruazione abbondante, invece, è considerata “normale”, anche se appare improvvisamente. È proprio questa idea che non porta le donne a parlarne con il ginecologo: una ricerca condotta in alcuni paesi europei ha rivelato che le donne italiane sono quelle che temporeggiano di più prima di prendere una decisione, circa 5 anni. In Francia, invece, aspettano in media 2 anni”. Nel frattempo in molti casi le donne vivono una situazione di disagio, soprattutto nella sfera sessuale, e rischiano di mettere a repentaglio la propria fertilità.

Questa criticità non è affatto da sottovalutare in un Paese a bassa natalità come l’Italia, soprattutto se si tiene conto che la prevalenza dei fibromi è molto bassa prima dei 20 anni, ma cresce gradualmente e raggiunge un picco tra i 40 e i 50 anni, quindi in quella fascia di popolazione femminile dove risulta sempre maggiore la concentrazione di gravidanze nel nostro Paese.

  

Trattamento del fibroma uterino

A causa della complessità della patologia, è difficile trovare un’indicazione di trattamento univoca: esistono terapie mediche ormonali, soluzioni chirurgiche (miectomia e isterectomia) e opzioni meno invasive, come l’embolizzazione o trattamenti farmacologici, che riducono i sintomi e le dimensioni dei fibromi dell’utero.

Nonostante l’esistenza di diverse opzioni, lo stesso Ministero della Salute sottolinea che, dopo il taglio cesareo, i fibromi sono la principale indicazione chirurgica nelle donne. Ogni anno, infatti, in Italia decine di migliaia di donne sono sottoposte a interventi conservativi (miomectomia) o demolitivi (isterectomia) a causa di fibromi. In oltre il 70% dei casi, un fibroma uterino viene rimosso chirurgicamente.

Non essendoci però un’unica strada da percorrere, è importante che le scelte dei professionisti vengano personalizzate in base alle specifiche condizioni del paziente, quali sintomi, numero e posizione del fibroma, età e volontà di avere figli, come si evidenzia nelle linee guida delle società scientifiche SIGO, AOGOI e AGUI.

Se questi strumenti rappresentano sicuramente un supporto ottimale, risulta comunque necessario implementare protocolli uniformi sul percorso diagnostico, in modo da fornire informazioni precise sia agli esperti che alle pazienti.

 

Nel gennaio 2020, Quotidiano Sanità ha pubblicato un Quaderno di approfondimento dove si fa il punto delle conoscenze sul fibroma uterino e sono state raccolte evidenze e opportunità per una nuova governance. Sono delineati consistenti elementi di positività non soltanto alla luce della letteratura scientifica ormai condivisa, ma anche e soprattutto, promuovono un nuovo approccio realmente olistico, globale  e umanizzante ad una patologia come il fibroma uterino dal fortissimo impatto socio-economico oltre che personale. È presente anche un capitolo che tratta i diritti delle donne con fibroma uterino.

 

 

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References

Fibroma uterino. Evidenze e opportunità per una nuova governance.
Quaderno n. 26 di Quotidiano Sanità, gennaio 2019

– Eleonora Manfrini – “Maledetto fibroma”, Diagnosi, soluzioni ed esperienzeEdizioni il Punto d’Incontro, 2017
Il libro racconta la personale battaglia dell’autrice contro i fibromi e le vicende di molte delle amiche del blog “Maledetto fibroma” e raccoglie consigli e indicazioni dedicati a tutte quelle donne che si trovano alle prese con questo problema. Per tutte esiste una soluzione!
Il volume raccoglie interviste a medici e ginecologi, testimonianze di donne e ragazze, storie a lieto fine, descrizioni di tecniche di intervento e informazioni su farmaci vari. Il libro “Maledetto Fibroma” vuole fare luce su una malattia attorno alla quale la disinformazione regna ancora sovrana” sottolinea Eleonora Manfrini.

– Fibromi uterini, ecco quello che devi sapere

– Gambacorti-Passerini Z, Penati C, et al – Vaginal birth after prior myomectomy. EJOGRB 2018; 231: 198-203

– Milazzo GN, Catalano A, et al – Myoma and myomectomy: poor evidence concern in pregnancy. J Obstet Gynaecol Res Vol 43, N 12: 1789-1804. 2017

– Zaima A, Ash A – Fibroids in pregnancy: characteristics complications and management. Post Grad Med J 2011; 87: 819-828

– Cook H, Ezzali M, Segars JH, McCarthy D – The impact of uterine leiomyomas on reproductive outcome. Minerva Gynecol 2010; 62: 225-236

– Baird DD, Dunson DB, Hill MC, et al – High cumulative incidence of uterine leiomyoma in black and white women: ultrasound evidenceAm J Obstet Gynecol 2003; 188:100

 

 

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