Fibromialgia, la Sindrome di Atlante

Fibromialgia, la Sindrome di AtlanteLa fibromialgia viene chiamata anche Sindrome di Atlante, dalla figura mitologica greca che reggeva la volta celeste sulle spalle, con le sue sole forze. Perché tra i sintomi principali della fibromialgia (abbreviata anche con la sigla FM) ci sono la fatica cronica e i forti dolori muscolari. Proprio come dopo uno sforzo intenso e prolungato. L’etimologia stessa del termine fibromialgia rimanda a questo: una sofferenza localizzata nei tessuti fibrosi, quali i tendini e i legamenti. L’intero sistema muscolare di chi è affetto dalla sindrome è in continua tensione, e ciò comporta una serie di sintomi a cascata. Il dolore innanzitutto, che come vedremo più nel dettaglio può essere localizzato in alcuni punti oppure diffuso. E poi un irrigidimento accentuato soprattutto al risveglio, una sensazione di spossatezza costante e una percezione della fatica sproporzionata rispetto all’attività che la provoca.

 

La fibromialgia: quanto incide nella popolazione?

I dati sono pochi e controversi. Le revisioni più recenti di tutta la letteratura, pubblicate nel 2010-2013, fissano la prevalenza della sindrome fibromialgica al 2.7% della popolazione mondiale: il 4.2% delle donne e il 1.3% degli uomini con un rapporto donne:uomini intorno al 3:1.
In Europa, le stime si attestano intorno al 2.5 %, negli USA intorno al 3.1% e nei Paesi Asiatici circa all’1.7%. In Italia, secondo gli ultimi dati, la fibromialgia ha una prevalenza tra il 2.2 ed il 3.7% della popolazione generale ed il 5,5% tra le donne.Non ci sono studi specifici sull’incidenza della sindrome fibromialgica. Analizzando le stime a disposizione ad oggi e valutando sia i dati di prevalenza che quelli di incidenza, si può affermare che la fibromialgia è una patologia diffusa (in Italia colpirebbe circa un milione e mezzo di persone).

 

Qual è l’origine della fibromialgia e come si manifesta?

L’origine e le caratteristiche cliniche della fibromialgia sono state a lungo controverse, ma sembra ormai acquisito che si tratti di una malattia reumatica a genesi multifattoriale (un mix di cause biochimiche, genetiche, ormonali, ambientali e neurochimiche) riconducibile a una disfunzione nel sistema nervoso centrale.

Il problema risiederebbe più precisamente a livello dei neurotrasmettitori, e quindi della comunicazione intercellulare. Con il risultato di un’iperattività del sistema nervoso neurovegetativo che controlla le funzioni involontarie dell’organismo, e un’insufficiente irrorazione sanguigna dei muscoli che determina dolore, astenia e tensione. Sempre a questa “cattiva comunicazione cellulare” è dovuta anche l’iperattività del sistema nervoso simpatico, che porta ad avvertire in modo amplificato gli stimoli dolorosi.

La fibromialgia è chiamata così dalla metà degli anni ’70, quando si è riusciti a definirne in modo più accurato i sintomi e la natura. In passato la sindrome fibromialgica era stata ritenuta un’infiammazione dei muscoli (si parlava allora di fibrosite) e quando questa ipotesi era stata messa da parte, verso la fine degli anni ’40, si era passati a credere che l’origine fosse di tipo psicologico. Nel 1976 si è arrivati al concetto moderno di fibromialgia, che oggi è inserita ufficialmente tra le malattie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo.

 

La diagnosi è troppo spesso tardiva

Sebbene non sia ancora chiaro che cosa concorra a scatenarla, l’insorgenza della fibromialgia è correlata talvolta a uno stress intenso, a un trauma fisico, a una malattia virale. I sintomi possono anche manifestarsi in modo graduale, sia per intensità che per varietà, e proprio questa multiformità rende spesso tardiva la diagnosi.

Attualmente, la diagnosi di fibromialgia viene effettuata sulla base dei criteri fissati dall’American College of Rheumatology, che comprendono la presenza da almeno 3 mesi di un dolore muscolo-scheletrico diffuso, e l’individuazione di almeno 11 tender points (punti dolenti tendinei e muscolari) evocabili durante la visita, con la digitopressione. Di fatto però, un soggetto viene considerato affetto da fibromialgia già con l’individuazione di circa 8 tender points.

 

Dolore, stanchezza, rigidità, disturbi del sonno …i tanti sintomi della FM

Entrando più nel dettaglio dei sintomi della fibromialgia, bisogna dire che il dolore può essere concentrato in alcune zone particolari – come collo, spalle, gambe, polsi o cosce – ma può essere anche uniformemente diffuso. Lo stesso vale per la rigidità, che può riguardare i singoli organi o tutti gli apparati, e che si accentua dopo una permanenza nella stessa posizione. Ecco perché il risveglio è forse il momento più critico, e può trascorrere anche un lasso di tempo consistente prima che l’irrigidimento diventi meno intenso. Sempre a proposito del risveglio, va detto che che la persona che soffre di fibromialgia non avverte mai i benefici di un sonno ristoratore, e spesso si alza con una sensazione di stanchezza addirittura accentuata. Questo a causa dei frequenti risvegli notturni e della cosiddetta anomalia alfa/delta: appena si entra nella fase di sonno profondo e riposo muscolare (fase a onde delta), si “switcha” di nuovo verso una fase più leggera (a onde alfa) e quindi non si recuperano le forze come si dovrebbe.

A sua volta, questo sintomo si lega all’affaticamento cronico, e alla sensazione di avere muscoli in continua attività. Risultano invece nella norma gli indici di infiammazione, e infatti la fibromialgia non determina situazioni degenerative per i tessuti e gli organi, come accade per esempio con l’artrite reumatoide.

Altri elementi indicatori sono i formicolii e l’intorpidimento riferiti dai pazienti, la tachicardia e la difficoltà di concentrazione, oltre a stati ansiosi e disturbi gastrointestinali. A proposito di ansia e depressione, bisogna precisare che la fibromialgia si presenta spesso in comorbidità con sofferenze di questo tipo: superata l’idea che la sindrome abbia un’origine psichica, oggi si sa che depressione e ansia sono semmai conseguenza e non causa della fibromialgia. Riguardo invece ai disturbi dell’apparato gastrointestinale, è stato evidenziato come – in oltre il 50% dei casi la fibromialgia – sia associata alla sindrome del colon irritabile, con dolori e alternanza di stipsi e diarrea.

 

Esiste una cura per la fibromialgia ?

Purtroppo, ancora oggi, non esiste oggi un protocollo specifico e universalmente adottato: vi sono semmai diverse possibilità terapeutiche, che vengono valutate dallo specialista volta per volta per controllare i sintomi e alleviarne l’intensità. Nel caso di un approccio farmacologico, vengono generalmente somministrati antidolorifici, miorilassanti o antidepressivi. Se si opta per un percorso di tipo multifattoriale, come multifattoriale abbiamo visto essere la sindrome, vengono abbinati ai farmaci anche altri approcci, per esempio programmi di attività fisica specifica e le le tecniche di rilassamento.

 

La Commissione Sanità Senato adotta Ddl Boldrini come testo base per il riconoscimento della fibromialgia quale malattia invalidante (febbraio 2019)

“Il provvedimento, composto da 10 articoli, punta dunque a riconoscere la fibromialgia come malattia invalidante sia per consentirne l’inserimento tra le patologie che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo per le correlate prestazioni sanitarie, che per individuare sul territorio nazionale strutture sanitarie pubbliche idonee alla diagnosi e alla riabilitazione di questa patologia, e centri di ricerca per lo studio di questa sindrome, al fine di garantire la formazione continua, la diagnosi e, infine, i relativi protocolli terapeutici.” (Quotidiano Sanità,  15 febbraio 2019).

 

 

References

Fibromialgia. Commissione Sanità Senato adotta Ddl Boldrini come testo base per il riconoscimento di malattia invalidante

– DISEGNO DI LEGGE d’iniziativa dei senatori BOLDRINI e PARRINI
Comunicato alla Presidenza il 30 aprile 2018 – Disposizioni in favore delle persone affette da fibromialgia »

La sindrome fibromialgica. Aspetti e informazioni per il paziente. Anmar Italia

Diagnosi e trattamento della Fibromialgia. Regione Emilia-Romagna. Linee di indirizzo

Fibromialgia. Informazioni per i pazienti »

La fatica fisiologica e la fatica nella fibromialgia »

Epidemiologia della sindrome fibromialgica. Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica

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A cura di: Laura Taccani (2014)
Revisione e aggiornamento a cura della Redazione ED – 29 marzo 2019

 

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