La salute delle ossa è un bene prezioso su cui investire… tutti i giorni!

La salute delle ossa è un bene prezioso su cui investire… tutti i giorni!Il tessuto osseo, che costituisce lo scheletro, ha la caratteristica di essere dinamico, poiché sottoposto a un processo continuo di rimodellamento in cui si alternano e si bilanciano meccanismi di formazione e distruzione. Disporre di ossa sane e di uno scheletro funzionante è condizione necessaria per vivere appieno la propria esistenza, prevenire le patologie scheletriche cronico-degenerative invalidanti tipiche della terza età, come artrosi e osteoporosi e mantenere una buona qualità di vita, conservando la propria autonomia.
Per preservare al meglio la struttura delle ossa, è necessario adottare corrette abitudini di vita fin dalla giovanissima età, basate su queste “regole” fondamentali:
Alimentazione
Al principio generale di un regime dietetico sano, equilibrato, variato e bilanciato, è necessario affiancare una dieta ricca di calcio e vitamina D. Il calcio è il principale costituente delle ossa. Oltre al latte e ai suoi derivati, alimenti particolarmente ricchi di questo minerale sono i legumi (ceci, fagioli, cannellini), gli ortaggi a foglia larga (carciofi, cardi, cavolo cappuccio verde, cicoria, indivia, radicchio verde, spinaci) e alcuni pesci (sardine, alici, sgombri). Ulteriori fonti di calcio sono: mandorle, noci, pistacchi e fichi secchi. La vitamina D ha un ruolo fondamentale nel mantenere un’adeguata mineralizzazione ossea, poiché promuove l’assorbimento intestinale di calcio e controlla i meccanismi di riassorbimento osseo. Questa vitamina è prodotta dal nostro organismo a livello cutaneo attraverso l’esposizione alla luce solare: è sufficiente restare all’aria aperta un’ora al giorno con almeno mani e viso scoperti, per avere a disposizione i quantitativi di cui l’organismo ha bisogno. Poche sono le fonti alimentari di questa vitamina, che è contenuta principalmente in pesci grassi come sgombro, sardina, salmone, aringa e, in minor misura, in fegato e uovo.
Attività fisica
Se l’attività fisica è importante per tutto l’organismo per garantire il benessere psico-fisico, essa è vitale per lo scheletro. Non è necessario trasformarsi in “sportivi”, ma essere “fisicamente attivi”, praticando attività fisica anche moderata, purché regolare. La sollecitazione meccanica prodotta dal movimento e dunque la stimolazione dell’apparato muscolo-scheletrico influisce positivamente sul metabolismo osseo, favorendone il rinnovo e riducendo il rischio di fragilità. In questo senso è importante adottare uno stile di vita attivo e dinamico, cercando di moltiplicare, nel corso della giornata, le occasioni di movimento.
Buone abitudini
Evitare di fumare e limitare il consumo di bevande alcoliche, poiché riducono l’assorbimento di calcio. Moderare l’assunzione di caffeina e sale, che, se in eccesso, favoriscono la perdita di calcio con le urine.
Preservare il patrimonio osseo consente di prevenire l’osteoporosi, una condizione, silente e asintomatica, di deterioramento dell’architettura ossea e di riduzione della massa minerale con conseguente aumento della fragilità dell’osso e maggior rischio di fratture spontanee o a seguito di traumi di minima entità.
L’età avanzata espone “naturalmente” al rischio di osteoporosi in conseguenza dei fisiologici processi alla base dell’invecchiamento che portano al progressivo depauperamento della massa ossea e alla riduzione della resistenza scheletrica.
Le donne sono a maggior rischio di osteoporosi rispetto agli uomini perché avendo in genere, per costituzione, minor massa ossea “partono in svantaggio”; inoltre vivono più a lungo, perdendo così sostanza ossea per un maggior numero di anni ed entrano in menopausa: il brusco calo della produzione ormonale di estrogeni che accompagna questa fase della vita femminile determina l’alterazione del metabolismo osseo e dei processi di rimodellamento.
Noti fattori di rischio per l’osteoporosi sono: familiarità per osteoporosi; menopausa precoce (prima dei 45 anni), spontanea o chirurgica; uso cronico di farmaci (corticosteroidi, anticoagulanti, anticonvulsivanti, antiacidi); abuso di lassativi; vita sedentaria; immobilizzazione prolungata; eccesso di fumo, alcol e caffeina; alimentazione scorretta (dieta carente di calcio, iperproteica, eccessivamente ricca di alimenti integrali). Alcune patologie aumentano il rischio di osteoporosi: malattie infiammatorie croniche intestinali (morbo di Crohn); malattie da malassorbimento (celiachia); malattie endocrine (ipertiroidismo, iperprolattinemia, morbo di Cushing); malattie immuno-reumatiche; malattie ematologiche e renali; anoressia nervosa.
Sebbene l’osteoporosi sia una malattia insidiosa, perché silente per molti anni, può essere facilmente diagnosticata attraverso gli esami strumentali oggi disponibili che sono di semplice esecuzione, non invasivi e molto accurati. La diagnosi precoce è cruciale, perché consente di avviare tempestivamente le misure terapeutiche necessarie per impedire il verificarsi di fratture da fragilità.
Per approfondimenti, visita il sito di Onda
www.ondaosservatorio.it

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