Le allergie primaverili: il buongiorno NON si vede dal mattino

Il buongiorno si vede davvero dal mattino? Non proprio, per l’esercito di oltre 9 milioni di allergici italiani. Tanti sono coloro che soffrono di allergie nel nostro Paese, secondo la fotografia scattata da una recente indagine Gfk-Eurisko su un campione di 14 mila persone di ambo i sessi con più di 14 anni.
E l’inchiesta rivela anche che il risveglio degli allergici è un momento decisamente amaro: nel 51% dei pazienti, infatti, i disturbi si concentrano nelle prime ore della giornata e spesso sono dovuti alla rinite, il tradizionale “raffreddore da fieno“.
Due persone su tre fanno i conti con raffiche di starnuti, il 56% lamenta fastidi agli occhi, il 35% naso che cola e un allergico su cinque naso chiuso. Pesanti le conseguenze sulla qualità della vita: il 53% degli allergici dichiara di sentirsi sempre stanco, 1 su 2 lamenta un calo del rendimento lavorativo e la maggioranza ammette di essere molto irritabile.

Nonostante l’allergia rovini la mattina e “regali” stanchezza, irritabilità, cali di concentrazione e difficoltà sul lavoro, l’indagine rivela che sono in pochi a rivolgersi al medico.
“I più chiedono un consiglio a parenti, amici e, quando va bene, al farmacista. Un grave errore, che può portare a un pericoloso “fai da te” farmacologico e a una cattiva gestione della malattia” commenta Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale (Simg).
Il medico di famiglia, invece, ha un ruolo importante, perché è la figura più indicata per scegliere le terapie più sicure ed efficaci, che ci sono, e il momento in cui somministrarle per limitare l’impatto dei disturbi sulla qualità di vita. “Il sollievo mattutino dai sintomi della rinite deve essere un obiettivo primario nella lotta contro l’allergia” sottolinea Giorgio Walter Canonica, direttore della clinica di Malattie dell’apparato respiratorio dell’Università di Genova, nonché presidente della World Allergy Organisation.
Secondo le linee guida ARIA sulla terapia per la rinite allergica dell’Organizzazione mondiale della Sanità, gli antistaminici giocano un ruolo importante. In particolare, spiega Canonica: “nella rinite allergica lieve o moderata, si può ricorrere agli antistaminici di ultima generazione, come la desloratadina, che superano i potenziali limiti di quelli “vecchi”, legati agli effetti collaterali, e forniscono un sollievo dai sintomi nel momento critico del risveglio, mantenendo la loro efficacia nell’arco della giornata“. Nelle forme più gravi, a questi farmaci si possono poi aggiungere spray nasali al cortisone.

Curare la rinite, e scegliere i prodotti giusti, è importante anche perché è ormai provato che esiste una “relazione pericolosa” tra questa e l’asma. Chi soffre di rinite e non la tratta ha un rischio di sviluppare asma fino a otto volte maggiore rispetto al resto della popolazione e in Italia è in aumento il numero di chi soffre contemporaneamente delle due malattie.
Ma i farmaci, da soli, non bastano. “E’ indispensabile – precisa l’allergologo – adottare misure igieniche ambientali che consentano di evitare o quantomeno limitare il contatto con gli allergeni, le sostanze che scatenano le manifestazioni allergiche”. Su ogni letto, per esempio, “abitano” in media più di un milione di acari della polvere, che proliferano dentro cuscini, materassi e imbottiture. Tanto che, dopo due anni di uso, il 10% del peso di un cuscino è formato da acari morti e dai loro escrementi. Indispensabili, dunque, igiene e pulizie accurate – e non solo a primavera- nelle case degli allergici.
Per limitare i danni bastano alcuni accorgimenti. Tra questi: mai usare uno straccio nella camera di un allergico, ma solo l’aspirapolvere, almeno due volte a settimana; vietati tendaggi, tappeti e tessuti, in cui si accumulano gli acari; al bando la moquette; ricoprire lenzuola e coperte con fodere anti-polvere.
 

A cura di: Alessandra Terzaghi

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