Lupus Eritematoso Sistemico: l’impatto sulla donna

Lupus Eritematoso Sistemico: l’impatto sulla donnaIl Lupus Eritematoso Sistemico (LES) è una malattia autoimmune cronica che può colpire tutto l’organismo. Il quadro clinico si presenta con estrema variabilità, in base agli organi interessati e al grado di coinvolgimento degli stessi e il decorso naturale è caratterizzato da un’imprevedibile alternanza tra periodi di benessere o remissione e fasi di riacutizzazione. In Italia si stima che siano circa 60.000 i pazienti affetti da LES con una prevalenza di circa nove-dieci volte superiore nel sesso femminile rispetto al maschile.
La malattia ha un picco d’incidenza nell’età fertile, di conseguenza assumono particolare rilevanza le problematiche correlate, da un lato, al desiderio di maternità e alla gravidanza e, dall’altro, alla contraccezione.
Il LES riduce la fertilità?
Molti studi hanno evidenziato che la percentuale di infertilità nelle donne con LES è sostanzialmente sovrapponibile a quella della popolazione generale. Di per sé, dunque, la malattia non pregiudica la fertilità. Detto questo, ci sono alcuni fattori in qualche modo correlati alla malattia che possono influire sulla fertilità come l’età (le pazienti possono essere costrette a posticipare la ricerca di una gravidanza, nell’attesa che la malattia si stabilizzi per almeno sei mesi), le alterazioni del ciclo mestruale (molto comuni nelle pazienti per particolari farmaci o per lo stress conseguente alla malattia), l’assunzione di farmaci che sono tossici per le ovaie (come la ciclofosfamide), l’interessamento renale con compromissione della funzione d’organo.
Gravidanza in donne affette da LES
Fino a una ventina di anni fa, si sconsigliava la gravidanza, ma a oggi non vi sono evidenze solide per controindicare la gravidanza nelle pazienti affette da LES. Avere un figlio è dunque possibile per la maggior parte delle pazienti. Sono state addirittura stilate specifiche “linee guida” per pianificarla al meglio in modo da evitare per quanto possibile le complicanze. Poiché comunque in queste donne la gravidanza è considerata a rischio, è fondamentale una stretta collaborazione tra ginecologo e reumatologo nonché un’attenta programmazione in modo da pianificarla in un momento in cui la malattia è mantenuta in completa e stabile remissione – da almeno sei mesi – con terapia permessa in corso di gestazione.
Gli effetti della gravidanza sulla malattia
Una situazione particolarmente delicata si verifica quando il LES esordisce proprio durante la gravidanza. I fattori legati alla gestazione possono infatti favorire, in soggetti predisposti, lo sviluppo della patologia durante tale periodo. Questa evenienza è particolarmente critica non solo dal punto di vista psicologico, ma anche da quello clinico, perché alcune modificazioni fisiologiche della gravidanza possono mascherare i segni e sintomi della malattia, rendendo più difficoltosa la diagnosi.
Durante la gravidanza, il rischio di una riacutizzazione di malattia aumenta di circa due-tre volte, se la malattia è completamente quiescente al momento del concepimento. Nel caso in cui la gestazione si instauri in un periodo in cui la malattia è già in una fase di attività, la probabilità di un netto peggioramento clinico è addirittura sette volte maggiore rispetto a quella osservata al di fuori di questo periodo.
Sebbene alcuni farmaci siano assolutamente sconsigliati in gravidanza, la maggior parte delle terapie comunemente prescritte per la cura del LES sono state dimostrate sicure e non nocive per la salute de feto. Anche in caso di riacutizzazione di malattia in gravidanza, la gamma terapeutica permessa è piuttosto ampia.
E gli effetti della malattia sulla gravidanza?
La malattia può incidere sul buon esito della gestazione ma fortunatamente la maggior parte delle complicanze, in particolare il rallentamento della crescita fetale e la prematurità, sono generalmente di modesta entità e non comportano gravi conseguenze sulla salute del neonato.
Esiste il rischio di trasmettere il LES al bambino?
Il LES non è una patologia che si eredita in modo diretto.
L’unico rischio quantificabile è quello del Lupus neonatale, dovuto al passaggio attraverso la placenta di particolari auto-anticorpi della madre che provocano alterazioni della pelle, del sangue, del fegato o del cuore. Il coinvolgimento cardiaco rappresenta la complicanza più temibile ma fortunatamente è molto raro; in ogni caso uno stretto monitoraggio delle donne gravide con tali anticorpi consente di porre una diagnosi precoce e di adottare le opportune misure di intervento.
LES e parto
Se la gravidanza si è svolta senza particolari problemi, il parto si avvierà spontaneamente al termine della gestazione senza necessità di ricorrere al taglio cesareo. Laddove invece siano insorte complicanze, materne o fetali, può trovare indicazione il parto chirurgico.
Il LES può impedire alla neomamma di occuparsi del bambino?
In genere no. Problemi di questo tipo si possono verificare, eccezionalmente, nelle pazienti che hanno una grave riacutizzazione della malattia con importante coinvolgimento dell’apparato muscolo-scheletrico.
Les e allattamento
L’allattamento al seno non è controindicato di per sé e non aumenta il rischio di riacutizzazioni. L’unica limitazione è rappresentata dalla tipologia di farmaci assunti dalla neomamma per controllare la malattia poiché alcuni, come ciclosporina A, methotrexate e ciclofosfamide possono essere trasmessi attraverso il latte materno al bambino.
Quali sono i metodi contraccettivi indicati per le pazienti con LES?
Poiché la gravidanza deve essere attentamente programmata nelle donne affette da LES, appare chiara l’importanza di mettere in atto una contraccezione efficace nei periodi in cui una gestazione potrebbe essere rischiosa per la salute della madre e del feto. Di fatto, però, le possibilità di contraccezione sono limitate. La pillola estro-progestinica può essere utilizzata solo nelle pazienti in completa e stabile remissione, perché in caso di malattia attiva, gli estrogeni in essa contenuti potrebbero far peggiorare la malattia. La pillola deve inoltre essere assolutamente evitata nelle donne che con positività per anticorpi antifosfolipidi, ipertensione arteriosa, storia di mal di testa o emicrania ed elevati valori di colesterolo.
Anche l’utilizzo della spirale deve essere valutato con moltissima attenzione perché può aumentare il rischio di infezioni pelviche, considerato che le terapie prescritte per il LES possono ridurre le normali difese immunitarie.
I metodi anticoncezionali da preferire nelle donne con il LES sono quindi i metodi di barriera (preservativo, diaframma, creme spermicide), anche se hanno efficacia inferiore.
Per approfondimenti, visita il sito di Onda
http://www.ondaosservatorio.it/focus-onda/malattie-reumatiche-e-autoimmuni/lupus-eritematoso-sistemico/

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