Medicina di genere: che cos’è?

Il genere, femminile o maschile, è importante anche in rapporto al modo in cui una malattia e la sua prevenzione vengono affrontate e/o attuate da una persona, uomo o donna. E non è un caso a questo riguardo se, in Italia, all’interno della famiglia, siano in genere le donne a preoccuparsi maggiormente dei controlli di salute, a farsi carico dei rapporti con il medico di base, dell’acquisto delle medicine e della loro corretta somministrazione per sé e per gli altri componenti familiari. 

Eppure ancora oggi le differenze tra i due generi vengono trascurate se non ignorate del tutto da medici, infermieri, pazienti e pubblico in generale, donne per prime. La medicina attuale è ancora troppo centrata intorno all’unico paradigma “giovane adulto, maschio, bianco” e le sperimentazioni cliniche di nuovi farmaci seguono ancora prevalentemente questo modello. Qual è il risultato di tutto ciò? Che nelle donne molte malattie non vengano diagnosticate in modo tempestivo o curate in modo ottimale (Il fattore X, Castelvecchi Ed, 2010). 

Uomini e donne presentano significative differenze riguardo l’insorgenza, la manifestazione, il decorso e la prognosi di molte malattie. Differenze importanti perché possono determinare una risposta dissimile o diversa del corpo femminile rispetto a quello maschile per esempio all’u tilizzo di farmaci. (Onda, La salute della donna, un approccio di genere, Franco Angeli Ed, 2010)

A tutt’oggi si conosce ancora poco di come i farmaci funzionino nell’organismo femminile; è noto tuttavia che le differenze di genere ne condizionano l’assorbimento e l’eliminazione. Nonostante queste importanti considerazioni , emerse già alla fine degli anni ’80, le donne sono ancora oggi poco rappresentate (meno del 30% e ancora meno nelle aree oncologica e cardiovascolare) nelle prime fasi delle sperimentazioni cliniche di un farmaco, fondamentali per stabilirne dosaggio, efficacia, effetti collaterali e sicurezza nell’uso acuto e protratto nel tempo. E anche quando vengono incluse in maniera massiccia in un’indagine, l’elaborazione dei risultati non tiene sufficientemente conto delle molte differenze di genere. Cuore, cervello, polmoni e fegato delle donne sono fatti e funzionano in modo differente dai corrispettivi degli uomini. Infine, va considerato che ogni donna nell’arco del mese attraversa ciclicamente fluttuazioni ormonali che nell’uomo non si verificano e periodi diversi anche nell’arco della vita che ne condizionano in modo differente l’insorgenza di fattori di rischio di salute.

Salute & Genere: non solo una questione di biologia
Le differenze di genere non sono riscontrabili solo da un punto di vista biologico e funzionale, ma anche nei comportamenti sociali, culturali, psicologici. Il ruolo sempre più complesso che essa ricopre socialmente, divisa tra impegni familiari e lavorativi sempre più stressanti e spesso non facilmente conciliabili, ha ripercussioni importanti anche sulla sua salute. In particolare, le donne sono più vulnerabili allo stress, vengono maggiormente colpite da fenomeni ansiosi e depressivi, da disturbi alimentari, etc. Certo non gioca a favore la necessità di momenti da dedicare alla cura di se stessa che spesso si scontra con il poco tempo disponibile e non viene adeguatamente soddisfatta, con conseguente maggiore rischio sulla salute.

 

Caratteristiche sessuali o di genere?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) descrive il “sesso” come la somma delle caratteristiche biologiche che definiscono l’uomo e la donna e il “genere” come la somma di comportamenti, attività e attributi che la nostra società considera e spesso impone come specifici per gli uomini e le donne. Mentre il sesso rimane “costante”, il genere è in continua evoluzione a seconda dei cambiamenti sociali, politici ed economici in ogni singola società ed è socialmente determinato dalle relazioni di potere che dettano le possibilità e le chance disponibili in ogni realtà per le donne e per gli uomini. Genere e sesso identificano caratteristiche ben diverse: 

CARATTERISTICHE DI GENERE

  • Le donne vivono di più degli uomini, ma il numero di anni vissuti in “buona salute” è inferiore a quello del sesso maschile (Istat, 2006)**
  • La disabilità è più diffusa tra le donne (6.1 vs 3.3% degli uomini)
  • Sono le donne le principali curatrici familiari di figli, nipoti e genitori anziani (generazione sandwich) e di partner malati
  • In tutto il mondo la maggior parte dei lavori domestici viene svolto dalle donne
  • In molti paesi del mondo, compresa l’Italia le donne guadagnano in genere meno degli uomini, a parità di lavoro
  • Le donne si controllano di più e sono più attive nella prevenzione rispetto agli uomini
  • Le donne investono di più in cultura rispetto agli uomini, riescono meglio negli studi, danno maggiore rilievo al lavoro
  • Le donne rivestono una molteplicità di ruoli nelle diverse fasi della vita che le rende più esposte ai rischi per la salute correlati allo stress prolungato e aggravato dai carichi multipli (Istat, 2007)

CARATTERISTICHE SESSUALI

  • Le donne hanno le mestruazioni, gli uomini no
  • Le donne hanno le ovaie e l’utero, gli uomini hanno i testicoli e il pene
  • Le donne sviluppano le mammelle in grado di allattare, gli uomini no
  • Gli uomini hanno le ossa più massicce delle donne
  • La distribuzione del grasso è differente tra uomini e donne
  • Le donne hanno un minor peso corporeo
  • Le donne sono protette dagli ormoni estrogeni fino alla menopausa, gli uomini no
  • Il sesso femminile è determinato da una coppia XX di cromosomi sessuali, quello maschile da una coppia XY
  • I due sessi usano aree cerebrali opposte per elaborare le emozioni e lo stesso accade per il dolore

 

** La popolazione italiana è costituita da circa 60.000.000 individui con 93,8 uomini ogni 100 donne; questa differenza è, come noto, dovuta al progressivo invecchiamento della popolazione e alla maggiore speranza di vita delle donne. Infatti, sebbene nascano più maschi che femmine, a più elevata mortalità che colpisce gli uomini fin dalle età più giovani comporta che nel totale della popolazione le donne siano più numerose degli uomini (ONDA, La salute della donna, F. Angeli Ed, 2010)

 

Quali fattori determinano le differenze di genere nell’ambito della salute?

Per comprendere meglio la situazione attuale è importante ricordare innanzitutto che nella maggior parte della società moderne, e l’Italia non fa eccezione, le donne ancora non occupano – se non raramente – posizioni “dominanti” avendo generalmente uno status sociale inferiore agli uomini, minori livelli occupazionali, minore accesso e controllo sulle risorse e ultimo man non meno importante, più carico di lavoro familiare (dati Istat, 2007).

Numerose indagini ed evidenze empiriche hanno documentato come le donne:

  • siano più attente alla propria salute e a quella dei familiari
  • svolgano un ruolo assistenziale maggiore nell’ambito familiare
  • consultino più facilmente il medico per sé e per la famiglia
  • vengano sottoposte a un maggior numero di operazioni e di accertamenti diagnostici
  • siano più ospedalizzate
  • assumano più regolarmente i farmaci che vengono loro prescritti o assumano più psicofarmaci rispetto agli uomini

I principali fattori determinanti le differenze di genere

La maggiore longevità femminile
Le donne vivono più a lungo degli uomini e per questo motivo sono più colpite dalla malattia e da problemi psico-fisici
La specificità di genere della malattia
Le donne sono più soggette a malattia a carattere invalidante e inabilitante
Fattori culturali, sociali e regole morali
Tutti questi fattori che definiscono l’identità femminile e maschile e determinano le aspettative sociali di genere in termini di paternità, maternità, vita e ruoli familiari etc condizionano le abitudini sanitarie di genere. Varie ricerche dimostrano come le donne facciano un maggior uso dei servizi sanitari rispetto agli uomini anche perché svolgono un maggior ruolo di assistenza familiare e una funzione di intermediazione tra le esigenze dei familiari (figli, nipoti, coniugi, genitori, anziani e disabili) e il sistema sanitario nazionale. La donna è per ruolo sociale e per predisposizione di genere più impegnata sul fronte familiare e lavorativo con inevitabili ripercussioni sulla propria salute.

Negli ultimi anni, soprattutto in rapporto a queste motivazioni, il divario e le differenze esistenti tra uomini e donne hanno iniziato a ricevere maggiori attenzioni da parte delle Istituzioni nella programmazione di servizi pubblici più mirati, soprattutto in ambito sanitario.

 

Verso la parità di genere: gli obiettivi ambiziosi dell’OMS

Già nel 2007 , l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito, in riferimento alla parità di genere nell’ambito della salute, i seguenti obiettivi:

Includere la prospettiva di genere a tutti i livelli, includendo i giovani 

Promuovere l’integrazione dei concetti di sesso e genere 

Formulare strategie a carattere nazionale per includere il genere nei programmi e nella ricerca nazionale 

Formare e informare sulla promozione della parità di genere e la salute della donna 

Sostenere e promuovere la ricerca e la formazione di genere in tutte le sedi istituzionali e internazionali 

Includere l’analisi di genere in tutti i campi della ricerca compreso quello epidemiologico e statistico 

Promuovere il progresso della parità di genere nel campo della salute affinché donne e uomini, bambine e bambini siano considerati nella politica, nella programmazione e nell’educazione di coloro che sono preposti alla cura 

Favorire lo sviluppo di farmaci e di nuovi approcci terapeutici mirati al genere favorendo la ricerca anche mediante l’uso di incentivi 

Fonte: O.N.Da, La salute della donna. Un approccio di genere. F. Angeli Ed, 2010

 

Malattie prevalentemente femminili

Le donne, è vero, vivono di più rispetto agli uomini ma questo non vuol dire che vivano meglio anzi, secondo un’ indagine dell’Istat presentata nel 2008 e secondo i più recenti dati raccolti dall’ Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (ONDA), sono proprio le donne ad ammalarsi di più rispetto agli uomini (8,3% verso il 5,3%). Ecco di seguito alcune delle malattie che manifestano una maggiore prevalenza tra le donne rispetto agli uomini: 

 

ALLERGIE

(+ 8%)

DIABETE

(+ 9%)

IPERTENSIONE ARTERIOSA

(+ 30%)

CALCOLOSI BILIARE

(+ 31%)

ARTROSI/ARTRITE

(+ 49%)

CATARATTA

(+ 80%)

ALZHEIMER

(+ 100%)

CEFALEA/EMICRANIA

(+ 123%)

DEPRESSIONE/ANSIA

(+ 138%)

PATOLOGIE DELLA TIROIDE

(+ 500%)

OSTEOPOROSI

(+ 736%)

 

Fonte: Istat, 2 marzo 2008

 

A cura di: Carolina De Canevali

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