Occhio secco, menopausa, stile di vita e inquinamento

A cura degli Esperti del Centro Italiano Occhio Secco (CIOS)**

 

Occhio secco, menopausa, stile di vita e inquinamentoTutti i fattori in grado di alterare il nostro film lacrimale, sia come quantità che come qualità, sono potenzialmente causa di Sindrome dell’Occhio Secco. Il film lacrimale è lo strato liquido superficiale che bagna le strutture anteriori dell’occhio e funziona come interfaccia tra quest’ultimo e l’ambiente.
In Italia, la Sindrome dell’Occhio Secco colpisce circa il 90% delle donne in menopausa e il 25% della popolazione con oltre 50 anni. Sottovalutata e purtroppo anche sottostimata, questa sindrome ha costi sociali preoccupanti perché limita la vita sociale e professionale per coloro che si trovino a doversi curare con colliri, unguenti e pomate, a pieno carico del cittadino.

 

I nostri occhi, oltre che dell’età, della gravidanza e della menopausa risentono del nostro stile di vita (insonnia, fumo, alcool e una dieta sbilanciata favoriscono l’insorgenza di secchezza oculare), delle temperature estreme, del tasso di umidità dell’ambiente in cui viviamo, del grado di inquinamento, in quanto sono organi direttamente in contatto con l’esterno protetti solamente dal film lacrimale e dalle palpebre che ne favoriscono l’uniforme distribuzione grazie al frequente ammiccamento.

 

L’occhio secco in gravidanza e in menopausa

Alcuni ormoni favoriscono la produzione di lacrime, per questo il progressivo calo degli estrogeni che si osserva prima, durante e dopo la menopausa può ridurre la naturale produzione di lacrime. La sindrome dell’occhio secco predilige il sesso femminile dopo i 35-40 anni, le donne in gravidanza o in menopausa sono il gruppo più numerose tra i pazienti che soffrono di occhio secco. Una frequenza sempre maggiore causata dal significativo anticipo del ciclo mestruale, fino ad interessare circa il 60% delle donne. I disturbi derivanti dall’occhio secco tendono a divenire più frequenti con il passare degli anni. L’intolleranza alle lenti a contatto è uno dei primi sintomi di ridotta secrezione lacrimale nelle donne in menopausa. Nei primi 7-8 anni dopo la menopausa, il disturbo è controllabile ma dopo tale periodo, l’involuzione delle ghiandole lacrimali diventa irreversibile. Per questo è importante fare una diagnosi tempestiva e – soprattutto – iniziare per tempo le adeguate terapie con sostituti lacrimali a base di acido ialuronico o altre lacrime artificiali o mediante l’assunzione per via orale di integratori contenenti estradiolo.

 

Ambiente esterno e ondate di calore

Gli ultimi anni sono stati i più caldi in assoluto nel mondo, a causa dell’incremento delle emissioni planetarie di CO2; questo fenomeno ha provocato la riduzione dell’altezza dei ghiacciai dell’Antartide di circa 3 metri, inoltre c’è stata una drastica diminuzione delle precipitazioni con un numero sempre maggiore di giornate di sole.

Anche i nostri occhi risentono dei cambiamenti climatici pertanto vanno protetti con appositi occhiali dall’eccessiva esposizione alla luce, vento e polvere e vanno spesso lubrificati con lacrime artificiali se soggetti a temperature estreme (i sintomi dovuti a secchezza oculare sono molto più accentuati in inverno o in estate secondo studi condotti in Europa e U.S.A.) o a scarsa umidità dell’ambiente.

Questo vale sia per chi lavora o pratica sport all’aperto che per chi ha occhi molto sensibili o presenta patologie a carico della superficie oculare.

 

Inquinamento

La sempre maggiore incidenza di Sindrome dell’Occhio Secco nella popolazione è strettamente correlata anche all’incremento della concentrazione di polveri sottili e gli alti livelli di ozono delle zone più industrializzate del mondo occidentale che si sono verificati negli ultimi 50 anni.

E’ stato dimostrato, da studi condotti in U.S.A., che la popolazione residente nelle grandi città ha una possibilità di soffrire di Sindrome dell’Occhio Secco che è di 3/4 volte superiore a quella della popolazione residente in aree rurali.

Le particelle inquinanti si depositano infatti sul film lacrimale causando l’attivazione di pericolosi processi infiammatori che hanno come conseguenza un grave danno alle nostre ghiandole lacrimali e alla superficie dell’occhio. In particolare, causano una rottura della barriera formata dalle cellule dell’epitelio corneale con rischio di ulcerazione della superficie anteriore dell’occhio e conseguente insorgenza di forte dolore e scarsa visione).

 

Ambiente interno e domestico

Secondo il Ministero dell’Ambiente, per inquinamento interno o indoor si intende “la presenza nell’aria di ambienti confinati di contaminanti fisici, chimici e biologici non presenti naturalmente nell’aria esterna di sistemi ecologici di elevata qualità”.

In ogni ambiente chiuso, poco ventilato, con illuminazione non idonea, si possono generare polveri, muffe e funghi microscopici pericolosi per la nostra salute.

La cosiddetta Sick Building Syndrome (SBS) è un complesso di sintomi, caratterizzato da malessere diffuso (bruciore agli occhi, al naso e alla gola, difficoltà respiratorie, ipersensibilità e iperreattività) che colpisce chi frequenta ambienti chiusi con ventilazione e illuminazione non idonee e sparisce non appena si esce all’aria aperta, ben descritta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità fin dal 1984.

Se il lavoro al pc, per esempio, avviene in ambienti non ben climatizzati (scarsa umidità, filtri sporchi dei climatizzatori, assenza di ricambio d’aria…), sintomi già normalmente presenti nei videoterminalisti possono aggravarsi ulteriormente fino a diventare cronici.

Una prolungata esposizione a monitor o smartphone infatti, come spesso capita nella quotidianità di chi abita nel mondo occidentale, causa un’accentuata evaporazione del film lacrimale dovuta a una minor frequenza del fisiologico ammiccamento delle nostre palpebre e porta quindi a una secchezza oculare che può diventare cronica e provoca sensazione di occhi stanchi, arrossamento, sensazione di corpo estraneo, bruciore e dolore oculare, calo della vista.

 

Quali sono i sintomi dell’occhio secco?

Occhio secco, menopausa, stile di vita e inquinamentoI sintomi di occhio secco possono essere i più disparati. Si va dal bruciore e prurito continuo alla lacrimazione irregolare, scatenata da fattori ambientali (vento, smog, luce, fumo, variazioni di umidità o temperatura) alla presenza di secrezione mucosa; dal bisogno impellente di lavarsi o strofinarsi gli occhi in continuazione alla difficoltà mattutina di aprire gli occhi in modo spontaneo.

Nei casi più gravi o trascurati, si possono manifestare: sensazione di corpo estraneo e di secchezza dell’occhio; fotofobia (ipersensibilità alla luce), dolore oculare, anche notturno, disturbi della visione.

 

Come si fa la diagnosi della sindrome dell’occhio secco?

Se si soffre spesso di uno o più dei sintomi appena descritti è bene andare subito a fare una visita dall’oculista. Oggi esistono strumenti sofisticati per poter fare una diagnosi precisa dell’occhio secco. Tra i principali ci sono: · la biomicroscopia digitalizzata con lampada a fessura (esame fondamentale) · la meibografia, che consente lo studio delle ghiandole di Meibomio, adibite a produrre la parte oleosa delle lacrime · l’interferometria del fil lacrimale, che consente di valutare lo strato lipidico del film lacrimale, la sua formazione e distribuzione · il test di Schirmer, stabilisce la quantità di lacrime che umettano l’occhio.

 

Quali accorgimenti possiamo mettere in atto per prevenire l’occhio secco?

Umidificatori elettrici, frequenti ricambi d’aria, una puntuale pulizia dei filtri dei climatizzatori, una corretta illuminazione dell’ambiente, una lubrificazione frequente degli occhi con lacrime artificiali, distogliere periodicamente lo sguardo dal PC e guardare in lontananza (regola del 20-20-20: ogni 20 minuti porre lo sguardo per 20 secondi su qualcosa almeno a 20 piedi da noi, circa 7 metri) sono accorgimenti necessari per evitare una fastidiosa e pericolosa secchezza oculare.

 

Come si cura l’occhio secco? Ci sono delle novità in proposito?

Per fortuna, oggi, grazie al progresso scientifico, il medico oculista ha a disposizione strumenti di diagnosi precisi che consentono di personalizzare la terapia sulle singole necessità individuali.

Esistono diverse opzioni terapeutiche oltre alle lacrime artificiali che sino ad ora rappresentano l’unico sostituto del film lacrimale che riveste la cornea.
Le lacrime artificiali sono colliri a base di sostanze più o meno viscose e dense che possiedono l’azione detergente, lubrificante e umettante delle lacrime naturali. Oggi vengono tollerate meglio rispetto ad anni fa, grazie allo sviluppo di nuovi conservanti meno tossici per la superficie oculare. Sono disponibili in igieniche monodosi, non contengono conservanti, che possono essere dannosi per l’occhio in caso di somministrazioni prolungate, per cui sono utilizzabili anche per lunghi periodi. L’abuso di lacrime artificiali (sul mercato ci sono oltre 150 confezioni!!) o altri colliri può essere causa di cheratiti (generica infiammazione della cornea dovuta a infezioni, traumi, corpo estraneo etc) o di forme irritative di congiuntivite per cui è sempre bene che sia il medico oculista a suggerire la giusta terapia.

I sostituti lacrimali biologici sarebbero da preferire in quanto favoriscono maggiormente il mantenimento della morfologia e la proliferazione delle cellule epiteliali della cornea rispetto ai sostituti lacrimali artificiali.

Tra i farmaci antinfiammatori che vengono utilizzati per una terapia mirata per l’occhio secco, ci sono i corticosteroidi topici, le tetracicline e, novità della ricerca più recente, la ciclosporina in collirio.

Il cosiddetto Probing consiste nella pulizia delle ghiandole di Meibomio con un’apposita cannula. È un trattamento non invasivo che si pratica in ambulatorio con una sola goccia di collirio anestetico e risolve efficacemente la disfunzione delle ghiandole di Meibomio.

Il Lipiflow è uno strumento che ha rivoluzionato il trattamento dell’occhio secco causato da meiboniti e che migliora immediatamente non solo i sintomi, ma risolve quasi sempre la patologia.

La Luce Pulsata (IPL) è un dispositivo di ultima generazione in grado di stimolare le ghiandole del Meibomio a riprendere il loro normale funzionamento.

L’Occlusione dei puntini lacrimali è utile a bloccare il drenaggio lacrimale per trattenere le lacrime sulla superficie dell’occhio il più a lungo possibile. L’occlusione può essere ottenuta mediante tappi in collagene, silicone, gelatina, oppure mediante cauterizzazione o laser.

Gli strumenti sono davvero molti, l’importante è che la diagnosi venga fatta in modo tempestivo. Più precoce è la diagnosi, più efficace sarà la terapia.

 

 

** Il Centro Italiano Occhio Secco (CIOS), nato a Milano e diffuso successivamente in tutta Italia, è la prima struttura completamente dedicata allaprevenzione e alla cura dell’occhio secco, attraverso un approccio personalizzato e multidisciplinare. Il CIOS, infatti, dispone di un team di specialisti di diverse discipline, in grado di offrire una terapia completa ed efficace, tra cui oculisti, ginecologi, reumatologi, endocrinologi, e immunologi.
Il CIOS non si dedica solo alla cura dell’occhio secco, ma anche alla prevenzione, attraverso una reale formazione del paziente su come prevenire l’insorgenza di questo disturbo, a cominciare dal cambiamento delle abitudini quotidiane e della dieta.
Il CIOS è impegnato anche nella ricerca e negli studi epidemiologici sulla sindrome dell’occhio secco che ad oggi in Italia sono carenti se non inesistenti. Per questo motivo, su iniziativa del CIOS, sarà presto attivato il Registro Italiano Occhio Secco, la prima iniziativa a livello nazionale di raccolta dati per studiare questa sindrome.

 

 

References

– CIOS, Centro Italiano Occhio Secco – La prima struttura completamente dedicata alla sindrome dell’occhio secco

– O’Neil EC, Henderson M, et al – Advances in dry eye disease treatmentCurr Opin Ophthalmol 2019 May;30(3):166-178

– Yokoi N, Georgiev GA – Tear-film-oriented diagnosis for dry eyeJpn J Ophthalmol 2019 Mar;63(2):127-136

– Marshall LL, Roach JM – Treatment of Dry Eye DiseaseConsult Pharm 2016 Feb;31(2):96-106

– Thulasi P, Djalilian AR – Update in Current Diagnostics and Therapeutics of Dry Eye DiseaseOphthalmology 2017 Nov;124(11S):S27-S33

– Chiaradia PA et al –  Hot Topics in Dry Eye DiseaseCurr Pharm Des 2017;23(4):608-623

– Peduzzi Marco, Nucci Paolo – Core curriculum oculistica. McGraw Hill Ed, 2012

– Balestrazzi Emilio, Manganelli Chiara – Oftalmologia. EMSI, Edizioni Mediche Scientifiche Internazionali, Roma, 2013

 

eD Promotion: i Prodotti di Mylan Italia S.r.l.

Entra con le tue credenziali

Ha dimenticato i dettagli?