Primavera, tempo di rinite allergica

Primavera, tempo di rinite allergicaCome e più delle rondini: ogni anno ritornano con la primavera. Quest’anno (complici molti fattori, in primis temperature anomale) sono arrivate ancor prima: sono le riniti allergiche, croce di moltissime persone. Analizziamo i dati più recenti assieme al dottor Alberto Lenzi, Dirigente Medico Clinica ORL Universitaria del Policlinico di Milano.
Dottor Lenzi, in 30 anni la rinite allergica è passata dal 16,2 al 37,4 %, stando ad una recente indagine sull’evoluzione delle malattie respiratorie, condotta dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Pisa, che ha monitorato per ben 25 anni oltre 3.000 residenti del comune pisano.
Ormai sappiamo che la rinite allergica colpisce circa il 20%della popolazione locale, con esordio più frequente prima dei 20 anni. E, in effetti, è da segnalare il riscontro di un incremento di incidenza di tale patologia, soprattutto negli extracomunitari per esposizione ad allergeni sconosciuti nelle loro terre d’origine.
Partiamo dalla definizione.
Con rinite allergica indichiamo una patologia causata da un’infiammazione delle mucose nasali, provocata dall’esposizione di una o più sostanze- “ allergeni”– a cui il sistema immunitario reagisce in modo improprio. È un’affezione molto comune che colpisce circa 12 milioni di italiani, il cui esordio avviene durante l’età puberale; ed è frequentemente associata ad asma bronchiale. Se non viene curata in maniera adeguata, c’è il rischio che venga condizionata negativamente, e non di poco, la qualità della vita di che ne soffre, interferendo anche con il rendimento lavorativo e/o scolastico.
Per essere maggiormente precisi: la rinite allergica è una patologia infiammatoria conseguente allo sviluppo di anticorpi allergici, cosiddetti IgE, che vengono ad interagire con degli allergeni (sostanze esterne all’organismo), veicolati dall’ambiente al soggetto per via inalatoria e o alimentare. L’incontro tra allergene ed anticorpo allergico provoca tutta una cascata di reazioni infiammatorie mediate dall’istamina, che solitamente si manifestano sotto la specie di un edema pallido con caratteristica colorazione delle mucose, e di una ipersecrezione delle ghiandole sottomucose con rinorrea (naso che cola, ndr), oltre a prurito e, nei casi più gravi, a broncospasmo, con gravi conseguenze sintomatologia per il soggetto.
Si è soliti dare principalmente la colpa ai pollini. Ma essi non sono i soli responsabili, vero?
Esatto. Tipicamente la RA si manifesta per contatto con gli allergeni scatenanti, che possono essere stagionali, come i pollini delle fioriture primaverili, o perenni, come la polvere di casa e gli acari. La diagnosi si fa attraverso test allergometrici rappresentati da reazioni epicutanee, ottenute attraverso “scratch test” o inoculazione di soluzioni di allergene opportunamente diluite sempre a livello epicutaneo, e con il dosaggio delle immunoglobuline specifiche in circolo.
Una volta verificato il sospetto diagnostico, la terapia consiste nell’assunzione di un antistaminico per bocca e di una terapia sintomatica, approccio solitamente prescritto di prima istanza; se il soggetto è sensibilizzato solo verso un allergene è indicata anche una terapia iposensibilizzante specifica, che consiste nella somministrazione di un vaccino con lo scopo di ottenere un’immunizzazione tramite anticorpi IgG, che entreranno in competizione con le IgE allergiche, contenendone così l’effetto dannoso.
Altro approccio terapeutico è quello con il cortisone, potente antinfiammatorio presente anche endogenamente nel nostro organismo. Negli ultimi anni è stata introdotta con successo la terapia cortisonica sotto forma di spray locale, esente da effetti sistemici.
Ne abbiamo già accennato in precedenza, ma repetita iuvant per le numerose persone che solo di recente hanno scoperto di soffrirne. Quali sono le principali forme secondo le quali si classifica la rinite allergica?
Ne distinguiamo quattro:

  • intermittente: i sintomi durano meno di quattro giorni a settimana
  • persistente: quando la durata dei sintomi è superiore a quattro giorni a settimana
  • lieve: è una situazione “favorevole” per i pazienti, a dispetto della rinite allergica di cui soffrono. In altre parole: nonostante sintomi più o meno fastidiosi, sono in grado ugualmente di svolgere la propria attività (a scuola o al lavoro), di dedicarsi a sport all’aperto e- cosa fondamentale- riescono a dormire in maniera continuativa per l’intera notte
  • moderata/grave: quando la situazione è completamente ribaltata rispetto alla forma “lieve”: pertanto, il sonno notturno risulta disturbato, è difficile concentrarsi in maniera adeguata al proprio studio o lavoro, diventa estremamente complicato svolgere attività sportive all’aria aperta.
I rimedi più diffusi

  • Irrigazione e lavaggi nasali. L’intervento più radicale consiste nell’irrigazione, che significa introdurre abbondante liquido salino in una narice, facendolo poi uscire dall’altra. In questo modo si riesce a catturare e rimuovere muco, impurità ed eventuali allergeni. Ecco perché questo tipo di pratica risulta particolarmente utile nel caso di disturbi non solo come riniti allergiche, ma anche come sinusiti e rinorree in generale.
  • E’ facile intuire che questa procedura può risultare un’impresa difficile, se non impossibile, da applicare ai bambini. Per loro, pertanto, in genere si ricorre a dispositivi già pronti e acquistabili in farmacia: fialette monodose o bombolette spray con il beccuccio da introdurre delicatamente nella narice. I vantaggi? Nebulizzare la soluzione salina serve innanzitutto a ripristinare il giusto livello di umidità, riducendo la secchezza e la possibile infiammazione locale. Inoltre, le secrezioni si ammorbidiscono, e il muco prodotto in eccesso viene eliminato più facilmente.

 

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