Quanto fa bene smettere di fumare!

Quanto fa bene smettere di fumare!Secondo l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il fumo di sigaretta è la principale causa di morte evitabile della nostra società: esso è la causa della maggioranza dei casi di tumore al polmone e alla gola o cavo orale, oltre ad aumentare il rischio di cancro al seno, alla vescica, all’intestino e ad altri organi interni.
Fumare accorcia la vita, ne riduce sensibilmente la qualità, interferisce con la sessualità e la fertilità, contribuisce all’insorgenza di patologie del cuore, enfisemi, infarti e altre malattie cardiovascolari, patologie dei vasi sanguigni e dei polmoni e, peggiora la salute anche di chi si ritrova costretto a subire il fumo passivo.
Ad esempio, chi sta intorno ad una persona che fuma è costretto ad inalare circa 4500 sostanze chimiche di cui più di 60 cancerogene, che aumentano il rischio di tumore e malattie cardiache .
Insomma, non smetteremo mai di ripeterlo, fumare fa male: tuttavia la maggior parte dei fumatori ne è consapevole, ma non riesce comunque a smettere. Proviamo allora a ribaltare la prospettiva e a domandarci: quanto fa bene smettere di fumare?
Cosa succede al nostro corpo quando decidiamo di non introdurre più veleni come benzene, monossido di carbonio, catrame e nicotina?
Le conseguenze più evidenti, quelle su cui l’apprendista-ex-fumatore tende a focalizzarsi, sono quelle che fanno vacillare la costanza e la forza di volontà nel perseguire l’obiettivo: l’aumento di peso, che diventa poi la scusa più comune per non smettere, e i sintomi da astinenza dati dalla mancanza di nicotina che, oltre a generare un forte desiderio di fumare, rendono irritabili, depressi, stanchi e inquieti.
Smettere di fumare causa solo un malessere temporaneo, seguito da un lungo periodo di benessere.
Si tratta infatti di un vero e proprio processo di disintossicazione i cui benefici i sono visibili fin dall’immediato e aumentano nel lungo termine.
Già dopo 20 minuti la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca tornano nella norma regolarizzandosi ad un livello simile a quello che si aveva prima di fumare l’ultima sigaretta.
Dopo 8 ore il livello di monossido di carbonio nel sangue si abbassa fino a rientrare nei livelli normali, mentre dopo 24 ore i polmoni cominciano a ripulirsi dal muco e dai depositi lasciati dal fumo.
Già dopo 2/3 giorni l’organismo si è liberato dalla nicotina: si recupera gusto e olfatto, si comincia a respirare meglio e si recupera energia.
Più si va avanti più i benefici, soprattutto a lungo termine, aumentano.
Da 2 a 12 settimane la circolazione e il funzionamento dei polmoni migliora fino al 30%; mentre già nell’arco di 9 mesi cominciano a diminuire fastidi come tosse, congestione dei seni nasali, spossatezza e dispnea. A questo si aggiunge un netto miglioramento delle ciglia polmonari che aumentano la capacità di rimuovere il muco e ridurre le infezioni.
Infine, il rischio di contrarre malattie coronariche si dimezza rispetto a quello di un fumatore dopo 1 anno, mentre il rischio di incorrere in un’ischemia cerebrale dopo 5, mentre sono necessari 10/15 anni affinché il rischio di morte per tumore del polmone, della bocca, della gola, della cistifellea e di contrarre malattie coronarie scenda ai livelli di un non fumatore.
Questi sono solo alcuni dei benefici che derivano dallo smettere di fumare: non lasciamo che la dipendenza pian piano divori il nostro corpo e la nostra psiche.
A cura di Simona Forti

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