Rumore, nemico invisibile della nostra salute

Rumore, nemico invisibile della nostra saluteNon solo problemi di udito, ma anche tachicardia, stress, disturbi del sonno e aumento del rischio cardiovascolare: sono solo alcuni degli effetti dannosi provocati da una lunga esposizione al rumore.

E’ quanto evidenziato da Mathias Basner, ricercatore del dipartimento di Psichiatria Sperimentale della Scuola Perelman di Medicina dell’Università della Pennsylvania, in un articolo pubblicato sulla rivista The Lancet.

Lo studio si è concentrato non solo sui problemi uditivi, ma anche sui più ampi effetti deleteri del rumore sul benessere psico-fisico (non- uditivi), arrivando a tracciare un quadro piuttosto allarmante: dagli auricolari con cui ascoltiamo la musica al traffico subìto da chi vive o lavora vicino a snodi stradali congestionati ai suoni impercettibili ma costanti dei monitor negli uffici, quello che “ascoltiamo” ogni giorno fa sentire le sue conseguenze su molte parti del nostro corpo.

Secondo l’indagine, gli effetti che il rumore provoca nel nostro organismo sono molteplici: accelerazione del battito cardiaco, incremento del rilascio in circolo degli ormoni dello stress, effetti psicologici e comportamentali, difficoltà di apprendimento nei bambini, aumento della viscosità del sangue e della pressione arteriosa (con conseguente rischio di infarto). È stato calcolato che, ogni 10 decibel di incremento del rumore cronico, aumenterebbe tra il 7 e il 17% il nostro rischio di incorrere in problemi cardiovascolari. Discorso analogo vale per i disturbi del sonno: anche mentre dormiamo, il nostro sistema uditivo rimane attivo, e questo spiega come rumori costanti, durante la notte, possano influenzare negativamente la qualità del nostro riposo.

I bambini sono la categoria che può risentire maggiormente dei danni da inquinamento acustico, soprattutto per quanto riguarda le funzioni cognitive. L’esposizione continua al rumore può infatti produrre “ difficoltà comunicative, deficit di attenzione, stati d’insonnia e iperattività o frustrazione” e, anche in questo caso, disturbi del sonno. Soltanto in ultima analisi arrivano quelli che potremmo definire i danni più “prevedibili” da esposizione all’inquinamento acustico, come la sordità.

Fonte: Corriere

A cura di Simona Forti

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