SOS Mal d’autunno

È arrivato l’autunno! Tornate dalle vacanze da poche settimane, stiamo cercando di affrontare al meglio la nuova stagione, ricaricate dal relax e dallo svago della pausa estiva. Magari fosse così! In realtà, alla maggioranza delle donne succede esattamente il contrario: proprio con l’autunno è facile compaiano fastidi e piccoli disturbi. Chi è il colpevole? La stagione che è cambiata o l’organismo femminile che fatica ad adattarsi alle variazioni climatiche? Lo chiediamo al dottor Franco Marchetti, medico di medicina generale a Milano, specialista in allergologia.

 

Dottore, che cosa succede con il cambio delle stagioni?

Intanto, è necessaria una premessa: il ritmo biologico all’interno di ognuno di noi, uomini e donne, è fortemente influenzato dai cicli stagionali. E, soprattutto in autunno, variazioni climatiche come la temperatura, l’umidità, la pressione e la poca luce possono interagire negativamente su alcune sostanze chimiche (neurotrasmettitori) presenti nel nostro cervello. In altre parole, potremmo dire che queste sostanze, che hanno il compito di trasportare gli impulsi tra una cellula nervosa e l’altra, si “scaricano” temporaneamente causando tutta una serie di sintomi quali depressione, mal di testa, fatica, insonnia ecc. E non è una novità che proprio la depressione sia maggiormente diffusa tra le popolazioni che vivono nei Paesi nordici, dove le temperature sono più rigide e le giornate più brevi e, di conseguenza, anche la luce naturale ha una durata molto inferiore.

 

Tuttavia, non è solo l’aspetto psicologico a risentirne, vero?

Infatti, anche il nostro sistema endocrino risente di questo brusco cambiamento di stagione. In questo periodo, infatti, anche le nostre ghiandole si attivano per fronteggiare l’arrivo dell’inverno. Dobbiamo tener conto del fatto che l’organismo umano è una macchina molto sofisticata, dotata di una serie di meccanismi che le permettono di adeguare le proprie funzioni all’ambiente. Tra questi meccanismi la funzione endocrina gioca un ruolo rilevante. Non a caso, sono numerosi gli ormoni che vengono secreti in modo ciclico. Il cortisolo, ad esempio, ha un ritmo giornaliero: è più alto al risveglio e cala nel pomeriggio. Gli ormoni sessuali femminili, poi, sono un tipico esempio di orologio biologico. La regolare alternanza della loro produzione è la chiave del ciclo ovulatorio.

 

Ma esistono cicli anche più lunghi: stagionali ed annuali. E’ possibile che parte di queste oscillazioni avvengano per effetto dei cambiamenti ambientali?

Il variare delle ore di esposizione alla luce sicuramente influisce sulla produzione di alcuni ormoni, e l’esempio tipico è la melatonina. Ma con il ridursi delle ore di sole anche la temperatura tende ad abbassarsi e, nelle stagioni di transizione com’è appunto l’autunno, gli adattamenti ormonali predispongono il nostro organismo ad affrontare periodi più difficili. Gli ormoni tiroidei (deputati, tra le altre cose, a regolare la produzione di energia e di calore dell’organismo) hanno una variazione stagionale, essendo più elevati durante l’inverno. Sempre nelle stagioni di passaggio, sono più frequenti le infezioni, soprattutto di origine virale.

 

Il “Mal d’autunno” non è solo un problema di umore. Anche il fisico ne risente e ci lascia a terra con dolorini e piccoli acciacchi…

Non solo la psiche, ma anche il fisico risente dei malanni di stagione. Prendiamo i problemi di artrosi e reumatismi, che si acuiscono notevolmente proprio in questo periodo dell’anno. Infatti, l’arrivo del freddo può avere degli effetti, oltre che sulla struttura interna delle articolazioni (osso e cartilagine), soprattutto sulle strutture esterne che le circondano, come tendini, guaine e borse. Sono proprio queste a soffrire maggiormente del calo termico, provocando fastidio in particolare all’inizio del movimento “a freddo”, causando un rallentamento dell’attività motoria che in alcuni casi può raggiungere livelli anche notevoli. Da non trascurare, poi, la riduzione della pressione atmosferica, che può contribuire a farci sentire più dolori. Nelle giornate più fredde, umide e piovose, infatti, per quante donne il risveglio si presenta davvero “pesante”?

 

Cosa fare per contrastare questi piccoli malesseri quotidiani?

Ecco alcuni consigli pratici e molto semplici: • fare un bagno o una doccia molto calda al mattino per “sciogliere” i muscoli. Inoltre, è consigliabile • essere sempre ben protette con indumenti caldi che evitino, durante il giorno, il raffreddamento degli arti, del collo e della zona lombare. Contemporaneamente, uno degli accorgimenti più importanti è quello di • mantenersi in moto il più possibile. Non solo passeggiate prolungate nelle ore più calde, pertanto, ma anche ginnastica leggera, soprattutto nei soggetti più anziani. Ovviamente, oggi sono disponibili anche molti farmaci per combattere il dolore, anche se è sempre preferibile cercare di mantenere un adeguato stato di funzione fisica che permetta la massima efficacia di ogni azione terapeutica. Ed è anche disponibile tutta una serie di rimedi naturali per adeguarsi al meglio a brusche variazioni di temperatura e a repentini ritmi di luce-buio. Poiché, in sostanza, la stanchezza non è altro che la risposta dell’o rganismo a quest’eccessivo carico di “lavoro”.

 

A cura di: Minnie Luongo (2013)
Revisione e aggiornamento a cura della Redazione ED – 22 settembre 2019

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