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Pubblicato il 6 maggio 2015

Steatosi epatica, una questione di fegato

Steatosi epatica, una questione di fegatoParlando di fegato è importante chiarire che cos’è la steatosi epatica. Per approfondire l’argomento abbiamo consultato uno o dei massimi esperti, in Italia: il professor Gaetano Ideo, Epatologo Clinico, già Primario Medicina Ospedale S. Anna di Como e Direttore Medicina ed Epatologia Ospedale Niguarda di Milano.

Professor Ideo, che cosa s’intende per steatosi epatica?
La Steatosi consiste in un accumulo di grassi (soprattutto trigliceridi) nelle cellule epatiche. In genere il grasso rappresenta meno del 5% del peso del fegato; quando supera tale percentuale (e può arrivare fino al 30%) si parla di Steatosi.
Nel 25% dei casi circa la steatosi può evolvere in Steatoepatite, in cui nel fegato al grasso si aggiunge infiammazione, rigonfiamento e, infine, possibile distruzione (necrosi) degli epatociti.
Esiste una netta differenza tra le due forme. La sola steatosi raramente progredisce in patologie più severe. Al contrario la steatoepatite porta alla comparsa di tessuto fibroso (cicatrici diffuse) e in 15-20 anni può insorgere una cirrosi epatica e da quest’ultima un epatocarcinoma.
Esiste una Steatosi alcolica (da eccessiva e prolungata introduzione di alcol) ed una non-alcolica.
Ci limiteremo a quest’ultima, considerando che nei paesi occidentali ne sono colpite il 25-30% delle persone ed è in costante aumento.

Quali sono le cause della steatosi?
A parte forme secondarie da farmaci, da malnutrizione, da malattie infiammatorie intestinali, da ipotiroidismo, ben più importanti sono le forme primitive, osservabili in corso di

  • Obesità (soprattutto addominale)
  • Diabete mellito (tipo 2)
  • Dislipidemia (aumento del colesterolo LDL con ridotto HDL e/o aumento dei trigliceridi).

Sarebbe, modernamente, forse meglio affermare che l’obesità, il diabete, le dislipidemie si accompagnano (prima o poi) alla steatosi, condividendone frequentemente la stessa causa.
La steatosi rappresenta la componente epatica della cosiddetta Sindrome Metabolica (SM).

Che cos’è la SM? E quale la causa?
Secondo l’” International Diabetes Federation” si parla di SM quando è presente Obesità addominale (circonferenza vita superiore a 94 cm (uomo) e 88 cm (donna), più altre due variabili tra le seguenti: Glicemia> 100 mg/dl/ o Diabete di II tipo, Trigliceridi ≥ 150 mg/dl; Colesterolo HDL < 40 mg/dl (maschio) o< 50 mg/dl (femmina), Pressione arteriosa > 130/85 mm Hg. Sono spesso presenti la Steatosi epatica, aumento dell’Acido urico e della Ferritina

Sicuramente hanno un ruolo fattori ereditari, ma la principale causa è la resistenza all’insulina che, com’è noto, permette al glucosio di entrare e fornire energia ai muscoli, cuore, fegato e cellule adipose. Pertanto, l’’insulina, pur essendo normalmente prodotta dal pancreas, funziona poco. Con le seguenti conseguenze:

  • aumentano il glucosio e i grassi che vengono rilasciati dall’adipe viscerale e portati al fegato: quindi steatosi, sovrappeso, aumento del colesterolo e trigliceridi;
  • l’accumulo del grasso, soprattutto quello addominale, non è affatto un deposito di energia, ma un vero organo endocrino che produce un gran numero di ormoni e sostanze infiammatorie che, negli anni, causano ipertensione, lesioni delle arterie con aterosclerosi (rischi di infarto del miocardio e di ictus), processi infiammatori di vari organi, con possibilità di comparsa di forme tumorali.
    Un dato interessante e preoccupante è che steatosi e steatoepatite si associano ad aumentato rischio di malattie cardiovascolari, indipendentemente dalla presenza di altre alterazioni tipiche della Sindrome Metabolica. Pertanto, anche il grasso epatico sembra agire come quello addominale.

Passiamo ai sintomi di steatosi e steatoepatite.
La steatosi epatica in genere è asintomatica. La presenza di un fegato aumentato di volume o un modesto incremento delle transaminasi può farla sospettare. Nella maggior parte dei casi si riscontra dopo un’ecografia epatica (fegato “brillante”), spesso eseguita per un check-up.
Anche in presenza di steaoepatite i disturbi sono rari. Rispetto alla steatosi semplice, in genere l’ingrandimento del fegato è più evidente, così come l’aumento delle transaminasi.
In ogni caso un’ecografia dell’addome superiore va sempre eseguita in presenza di una o più alterazioni metaboliche sopra menzionate. In presenza di steatosi è consigliabile la determinazione della glicemia (eventualmente dopo carico orale di glucosio), del colesterolo totale, LDL ed HDL, i trigliceridi, l’Homa-test (determinazione contemporanea di glicemia e insulina), la misurazione della Pressione Arteriosa e, ovviamente, della circonferenza addominale.
La biopsia epatica può far distinguere la steatosi epatica dalla steatoepatite.
Esistono altre metodologie non invasive che indicano la presenza di fibrosi epatica (Fibroscan e Fibrotest). Utile anche il Fibromax: esame del sangue elaborato da un algoritmo informatico, in grado di indicare il grado di steatosi, infiammazione alcolica e non alcolica, necrosi e lo stadio di fibrosi.

I CONSIGLI DELLO SPECIALISTA
Dieta e attività fisica hanno numerosi vantaggi: la perdita di peso, evitando l’evoluzione della steatosi verso la steato-epatite, bloccherà la fibrosi epatica, diminuirà, se elevati, i valori di glicemia, trigliceridi, colesterolo, pressione arteriosa e, soprattutto, ridurrà nel futuro il rischio delle patologie cardiovascolari. Negli Stati Uniti il 50% degli Americani sono in sovrappeso od obesi. Ma anche in Italia, in particolare in certe Regioni il problema è assai diffuso, e ciò interessa anche i giovanissimi.
Recentemente sono state dimostrate alterazioni coronariche in bambini e ragazzi decisamente in sovrappeso. La sindrome metabolica con le sue gravi conseguenze è un rischio crescente nel mondo occidentale e sempre più persone ne saranno affette in futuro. Viene giustamente chiamata l’epidemia del Duemila. Per bloccare la quale sono indispensabili interventi non solo sanitari, ma anche educativi e mediatici, che modifichino il comportamento delle persone

 

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