Stipsi, un problema al femminile

Con la consulenza del professor Fabio Pace, gastroenterologo all’Ospedale Polo Universitario “L. Sacco” di Milano.

 

La stitichezza è davvero femmina
La stitichezza è capricciosa, testarda, ostinata e, come tutte le donne, anche misteriosa: perché mai è un problema al femminile? “Prima di tutto per la maggiore attenzione che la donna ha verso le funzioni del suo corpo” risponde senza indugi il professor Pace, rivelando subito un aspetto sorprendente e, ancora una volta, molto “femminile” della stipsi: quando ne sono colpite, le donne sono semplicemente più consapevoli di esserlo, per quella naturale sensibilità che le porta a percepire i piccoli segnali del proprio corpo. Svelato il mistero? Non del tutto.

 

I misteri del corpo femminile
Se l’intestino del gentil sesso è più pigro, una qualche ragione fisiologica c’è. A essere chiamate in causa sono, in primo luogo, le variazioni ormonali tipiche del periodo fertile.

Gli estrogeni e i progestinici” spiega il professor Pace “esercitano un’azione opposta sulla motilità intestinale: l’azione estrogenica è attivante, mentre quella progestinica è rallentante.”

 

Come dire: se, per le più svariate ragioni, i progestinici predominano, la stipsi è dietro l’angolo. Ma non è solo una questione di ormoni. Spesso all’origine del problema ci sono eventi che, apparentemente, non hanno a nulla a che vedere con la stitichezza, ma che in realtà ne sono la causa scatenante. È il caso di chi ha avuto più parti naturali:

“Spesso queste donne” continua il gastroenterologo “sono colpite dal rettocele, condizione per cui l’intestino tende a scivolare su se stesso, alterando il meccanismo dell’evacuazione. Anche parti travagliati modificano la funzione del pavimento pelvico, con ripercussioni negative a livello intestinale.”

 

E poi ci sono altre malattie più frequentemente femminili, come un’ipofunzione della tiroide, diete squilibrate, sedentarietà e uso di alcuni farmaci, come gli antispastici o gli antidepressivi triciclici, che rallentano l’intestino, provocando un’alterazione o una regolazione imperfetta proprio della motilità intestinale, ecco che nelle donne sensibili una semplice fluttuazione ormonale basta a scatenare un attacco di Sindrome del Colon Irritabile (IBS).

 

Quando il disturbo è reale
Prima di seguire il filo rosa del discorso, è utile fare un passo indietro per capire se il disturbo è reale: un conto, infatti, è saltare ogni tanto la tappa in bagno, un altro è soffrire di stitichezza vera e propria. Quando si superano i confini della normalità?

“Si considerano normali da tre evacuazioni al giorno fino a tre alla settimana” spiega il professor Pace “tutto quello che sta sotto o sopra questo valore può essere patologico. Il dato patologico è comunque una modificazione della propria normalità, quindi non bisogna sottovalutare l’aspetto soggettivo della questione. Chi, per esempio, per motivi lavorativi (pendolari, turnisti) è abituato ad andare di corpo solo nel weekend, non è necessariamente un soggetto stitico. La stitichezza, infatti, non comporta solo un numero di evacuazioni ridotte, ma anche lunghe e difficoltose: spesso, alla fine di ogni seduta, si ha la sensazione di non essersi completamente svuotati.”

 

Chi prova questa sensazione deve preoccuparsi? Dipende: “Se una persona “regolare” di punto in bianco diventa stitica, scatta l’allarme: qualcosa altera il meccanismo evacuativo, occorre indagare.
Una persona che è sempre stata stitica senza altri disturbi può decidere a un certo punto di rivolgersi al medico magari perché ha subito un evento stressante, come un lutto, e in quel momento difficile ha bisogno di essere rassicurata”.

 


Una questione di testa e di… intestino

È ormai provato che il secondo cervello dell’uomo si trova proprio nell’intestino. Va da sé pensare che dietro a molti casi di stitichezza non ci sia il corpo, ma la “testa”. Il professor Pace lo conferma: “Sicuramente l’innervazione intestinale, motoria e sensitiva, è una componente importante nelle stipsi croniche funzionali. Per esempio, l’abitudine di sopprimere troppo spesso lo stimolo di evacuare, come capita soprattutto alle donne – che vivono con i minuti contati – fa sì che prima o poi questa sensazione si perda del tutto.

“Ma anche sul fronte emotivo, il cervello-intestino ogni tanto tira dei brutti scherzi, tanto è vero che spesso la depressione è accompagnata dalla stipsi. Questo non stupisce:

“Su dieci neuroni” sottolinea Pace “uno è contenuto nell’apparato digerente, ovvio che ci sia un rapporto stretto tra intestino e affettività.”

 

Le soluzioni a casa e dal medico
Fermo restando che una stitichezza improvvisa va sempre indagata dal gastroenterologo, molto si può fare per risolvere una stipsi lieve con qualche ritocco allo stile di vita.

Quale? Passiamo la parola all’esperto: “La salute dell’intestino si decide prima di tutto a tavola, consumando almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, come suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Altrettanto importante è bere non meno di un litro e mezzo/due di acqua al giorno ed evitare le pause pranzo mordi e fuggi: anche l’apparato gastro-intestinale ha bisogno di uno stacco vero.
No alla sedentarietà, perché il movimento fisico contribuisce alla progressione del contenuto intestinale. Poi sarà il medico a suggerire misure mirate, farmaci o integratori naturali dopo aver indagato sulle vere cause della stitichezza.

Attenzione ai rimedi consigliati dall’erborista o dall’amica e presi senza controllo medico, per periodi prolungati: possono far più danni che altro.

 

 

A cura di: Alma Galeazzi

 

 

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