Tumore al seno. Parola d’ordine: prevenzione

Tumore al seno. Parola d’ordine: prevenzione

La prevenzione è nelle tue mani! Approfitta delle iniziative che sono ogni anno promosse in ottobre, mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno.

 

Il carcinoma della mammella continua ad essere il tumore (neoplasia) più frequente nel sesso femminile: si stima che in Italia siano circa 50.500 i nuovi casi di cancro della mammella (dati Rapporto Aiom/Airtum ‘I numeri del cancro in Italia 2017’).

Il termine “tumore al seno” comprende molte e diverse condizioni di malattia a carico della ghiandola mammaria, classificabili in due grandi categorie:

  • tumori benigni (fibroadenomi) che sono comuni nelle donne giovani, soprattutto nelle nullipare (donne che non hanno ancora avuto gravidanze) e vengono asportati chirurgicamente solo se presentano elevate dimensioni o se modificano il proprio aspetto nel tempo;
  • tumori maligni (carcinomi, i più diffusi), dovuti alla moltiplicazione incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria che degenerano, trasformandosi appunto in cellule maligne e che possono staccarsi dal tessuto che le ha generate per invadere le strutture circostanti e, successivamente, anche altri organi.

Nonostante il tumore al seno rappresenti ancora oggi il “big killer” tra i tumori del genere femminile, grazie alla diagnosi precoce, ai continui progressi della ricerca e alle nuove terapie utilizzate, molte pazienti possono guarire, come dimostra il costante – seppur lento – trend di crescita dei tassi di sopravvivenza.

I fattori di rischio
Tra i principali fattori di rischio di tumore alla mammella ci sono l’età – oltre l’80% dei casi di tumore del seno colpisce donne sopra i 50 anni, anche se stanno aumentando i casi registrati nella popolazione fertile- la familiarità e l’ereditarietà (il tumore della mammella è stato associato alla mutazione di due geni chiamati BRCA1 e BRCA2, responsabili anche delle forme ereditarie di carcinoma ovarico). Anche i fattori ormonali giocano un ruolo significativo: l’utilizzo troppo prolungato di terapie ormonali sostitutive, assunte durante la menopausa, aumenta il rischio di sviluppare il tumore mammario; gravidanza e allattamento, invece, essendo condizioni in cui l’organismo riduce la produzione di estrogeni, hanno un effetto protettivo verso la malattia.
Il tumore mammario è stato inoltre associato ad abitudini di vita scorrette, in particolare a eccessivo carico di grassi nella dieta, elevato consumo di alcol, condizioni di sovrappeso corporeo e vita sedentaria: tutti fattori di rischio, peraltro comuni a molte altre patologie oncologiche e cardiovascolari, su cui abbiamo piena possibilità di intervenire.

La prevenzione: stile di vita
Per prevenire il tumore al seno è dunque importante adottare uno stile di vita sano, attivo e dinamico, basato su un’alimentazione equilibrata e variata, ricca di frutta e verdura, povera di grassi. Cruciale è poi il ruolo della diagnosi precoce che permette di individuare il tumore in fase precoce, consentendo migliore curabilità e dunque maggiori chance di guarigione, minor invasività di intervento e, di conseguenza, migliore qualità di vita per le pazienti.
Buona abitudine è controllare regolarmente il proprio seno, per individuare alterazioni visibili (cambiamenti della forma del seno, retrazione del capezzolo, secrezioni o perdite ematiche, tumefazioni, cambiamenti dell’aspetto della pelle delle mammelle) ed eventuali noduli sospetti al tatto. Per questo è importante imparare a conoscere il proprio seno attraverso l’autopalpazione come abitudine periodica.

 

La prevenzione: gli esami di controllo
Poiché nella maggior parte dei casi il tumore alla mammella non dà evidenti manifestazioni di sé, è fondamentale sottoporsi regolarmente a controlli specialistici clinico-strumentali.
Per le donne giovani, che non hanno una storia familiare di tumore al seno, è consigliabile un controllo clinico annuale. La valutazione clinica può essere eventualmente completata da un’ecografia mammaria, che è l’esame strumentale indicato per la mammella “giovane” in ragione del suo aspetto denso. A partire dai 40 anni (qualche anno prima in caso di familiarità), le donne dovrebbero cominciare a sottoporsi a mammografia, l’esame radiografico della mammella, che rappresenta ad oggi la metodica diagnostica più attendibile, essendo in grado di evidenziare la presenza di tumori mammari non ancora palpabili. Le moderne apparecchiature utilizzano bassi dosaggi di raggi X, consentendo la ripetizione routinaria dell’esame senza eccessivi rischi. Eventualmente la mammografia può essere affiancata, in casi selezionati, da altre indagini strumentali più complesse, come la risonanza magnetica.
Sarà il medico di fiducia a dare indicazioni sulla periodicità e programmazione dei controlli, in base alla storia clinica, personale e familiare, della paziente.

 

Ottobre, il mese della prevenzione del tumore al seno
In occasione della Campagna Nastro Rosa 2018, nata negli Stati Uniti alla fine degli anni ’80 e poi diffusasi in tutto il mondo, compresa l’Italia, dove è organizzata e sostenuta dalla Lilt e da altre associazioni per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore al seno.
Durante tutto il mese di Ottobre 2018, la campagna Nastro Rosa dà la possibilità a tutte le donne di informarsi e di fare visite gratuite specialistiche nei Punti Prevenzione (ambulatori) LILT; in diverse città sono organizzati convegni gratuiti e in tutta Italia, dal nord al sud, così come in svariate parti del mondo, si accenderanno simboliche luci rosa e molti edifici resteranno illuminati per ricordare che il tumore al seno si può combattere e la prevenzione è l’arma principale.

Tante informazioni sulla prevenzione, la diagnosi e la cura del tumore al seno e sulle iniziative organizzate dalla Campagna Nastro Rosa in collaborazione con LILT, sono disponibili sul sito www.nastrorosa.it e www.lilt.it a partire dal 1° di ottobre.

 

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