Verruche: cosa sono, come combatterle

Verruche: cosa sono, come combatterleQuando si parla di verruche il pensiero corre subito alle fastidiose papule che possono formarsi sotto la pianta del piede, vero e proprio spauracchio per chi va regolarmente in piscina. In realtà ne esistono diversi tipi e la zona plantare non è l’unica ad essere colpita. Ma cosa sono esattamente? Come si curano? Si possono prevenire? Ne abbiamo parlato con la Dottoressa Laura Marchese, dermatologa a Milano.
Cosa sono, esattamente, le verruche?
Le verruche sono lesioni cutanee ipercheratosiche, cioè ruvide, provocate da un’infezione virale. Il responsabile è il papilloma virus umano (HPV), che penetra nell’epidermide e la infetta, causandone un’iperproliferazione. L’aspetto della verruca, tuttavia, varia a seconda del tipo e della sede corporea colpita. Oltre alle verruche plantari, che si formano, come dice il nome, solo sotto i piedi, ne esistono infatti altre, che colpiscono zone diverse del corpo. Le verruche comuni (o volgari) sono di forma per lo più tondeggiante e compaiono di solito sulle dita, sul dorso delle mani, sulle ginocchia e sui gomiti. Le verruche piane, più lisce e piatte delle altre, interessano per lo più il viso e a volte le mani, ma non risparmiano anche braccia e ginocchia. Ci sono poi le verruche filiformi, di aspetto allungato, che compaiono più spesso sul viso degli uomini nella regione della barba e sono spesso provocate da un’autoinoculazione durante la rasatura. Infine, si possono formare verruche anche intorno alle unghie (periungueali), che di conseguenza possono crescere storte e un po’ deformate. Una differenza fondamentale tra quelle sulle mani e quelle sotto al piede è che le prime sono di norma esofitiche, cioè si proiettano dalla superficie della pelle verso l’alto, mentre le seconde sono endofitiche, crescono cioè dalla superficie cutanea verso l’interno e non presentano escrescenze cornee; inoltre, quelle plantari quasi sempre sono dolorose. Ci si accorge di averle proprio perché nel 99% dei casi fanno male quando si cammina.
Come avviene il contagio col virus?
La trasmissione avviene per contatto tra la pelle e una superficie contaminata dal virus oppure, più raramente per contatto diretto con una verruca altrui. I luoghi più a rischio sono certamente piscine, palestre, saune e bagni turchi, dove è più facile infettarsi, sostanzialmente perché si cammina scalzi. Purtroppo, però, l’HPV è pressoché ubiquitario (può trovarsi, per esempio, sulla maniglia di una porta o su un mezzo pubblico) e per questo motivo le verruche sono praticamente impossibili da prevenire. Di contro, il contatto con una superficie infetta non significa automaticamente contrarre l’infezione. La predisposizione individuale, infatti, conta parecchio. Anche se non si è ancora capito bene il perché, su 10 persone che vanno regolarmente in piscina e camminano sullo stesso pavimento infetto, solo alcune avranno le verruche e altre no.
Come eliminarle?
In alcuni casi scompaiono da sole nel giro di 1-5 anni. Se ciò non accade, oppure sono fastidiose o provocano un danno estetico, ci sono diverse tecniche abbastanza efficaci per rimuoverle. Innanzitutto la crioterapia, che consiste nel congelamento della verruca mediante azoto liquido, spruzzato sulla lesione o applicato mediante un tampone. Tra le tecniche chirurgiche, quella forse più utilizzata è il courettage. La courette è un bisturi particolare provvisto a un’estremità di un anello tagliente, anziché della lama del bisturi classico. Con la courette la verruca viene ‘grattata’ via, dopodiché si applica un prodotto topico cheratolitico, in grado di eliminare la porzione più superficiale dell’epidermide. Si tratta di preparati a base di sostanze come urea, acido lattico, acido salicilico. In farmacia se ne trovano già pronti oppure si possono far preparare dal farmacista prodotti ad hoc, con concentrazioni più forti rispetto a quelle delle formulazioni commerciali. Altra possibilità chirurgica è la diatermocoagulazione. Il diatermocoagulatore è una sorta di bisturi elettrico. Questa tecnica richiede, però, un’anestesia locale, perché sarebbe altrimenti troppo dolorosa da sopportare. L’extrema ratio è l’asportazione chirurgica con il bisturi tradizionale, in anestesia locale: si pratica un taglio a losanga intorno alla verruca, la si asporta e si danno quindi alcuni punti di sutura. Il ricorso a questa tecnica, tuttavia, è un po’ controverso, per via della sua invasività eccessiva rispetto al disturbo da trattare.
Qual è il trattamento migliore?
Purtroppo, nessuno può essere considerato risolutivo al 100%. Qualunque sia il metodo scelto, infatti, c’è sempre la possibilità che la verruca si riformi. Con l’azoto liquido, in particolare, non è raro avere una recidiva ‘ad anello’, cioè la comparsa di una nuova lesione nella zona circostante a quella della verruca eliminata con il primo trattamento. In linea generale, per minimizzare il rischio di recidiva dopo il courettage, è indispensabile essere costanti nell’applicare la terapia topica prescritta dal dermatologo. Probabilmente, il metodo che offre il miglior compromesso tra risultato e disturbo minore per il paziente è proprio il courettage, seguito dall’applicazione del prodotto topico cheratolitico per un periodo di tempo variabile da 1 a 3 mesi. La crioterapia, invece, ha l’handicap di provocare quasi sempre, dopo il trattamento, la formazione di una bolla che, in caso di verruca plantare, impedisce al paziente di camminare anche per 10-15 giorni. Anche la sede da trattare può influire sulla scelta della tecnica. Per una verruca periungueale, per esempio, meglio evitare l’azoto liquido, che rischia di rovinare la crescita dell’unghia. Sul viso, ovviamente, si deve minimizzare il rischio di lasciare segni o cicatrici e optare per il metodo che offre il maggior margine di sicurezza. Da questo punto di vista, di nuovo, il courettage è preferibile rispetto alla crioterapia perché con lo strumento il dermatologo può calibrare con precisione la profondità e l’estensione dell’intervento, mentre l’azoto liquido è meno ‘controllabile’ dall’operatore.
E i prodotti da banco reclamizzati sui media per ‘eliminare le verruche’? Funzionano o sono solo uno specchietto per le allodole?
Si tratta sempre di prodotti cheratolitici, come quelli che si utilizzano dopo il courettage, ma non sempre sono efficaci. Per alcuni, il problema sono le concentrazioni, troppo basse. Inoltre, quasi sempre questi preparati contengono un solo principio attivo o, al massimo, due in associazione, mentre nei prodotti prescritti dal dermatologo da applicare dopo il courettage, ad esempio, ce ne sono spesso quattro diversi. Prima di provare la crioterapia o le altre tecniche, comunque, vale la pena fare un primo tentativo: qualche volta, quando la verruca è molto piccola e superficiale, e in una sede come il dorso della mano, può andare bene; se si trova sulla pianta del piede, invece, dove la pelle è molto più spessa, è meno probabile che funzioni.

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